Andrea Maretto, ex calciatore dilettante e figura di spicco nel settore giovanile del Prato, ha recentemente conseguito l’abilitazione come direttore sportivo per società di calcio professionistiche e dilettantistiche. Il suo percorso formativo, iniziato quest’anno, si è concluso con successo presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano, dove ha avuto l’opportunità di confrontarsi con altri oltre duecento nuovi ‘diesse’, tra cui anche Claudio Sciannamè, attuale team manager del Prato.
Maretto, classe 1989, ha espresso la sua soddisfazione per il risultato ottenuto, sottolineando l’importanza di questo traguardo nella sua carriera. ‘Un risultato del quale vado fiero ed orgoglioso’, ha dichiarato, evidenziando come la sua formazione sia stata una priorità durante il periodo in cui non ha ricoperto incarichi con nessuna società sportiva.
Un legame con il Prato
Dal 2022 fino allo scorso anno, Maretto ha avuto un ruolo cruciale nella ricostruzione del settore giovanile del Prato, collaborando con Maurizio Ridolfi e Pierpaolo Biagi. Ha ricoperto diversi ruoli, tra cui quello di allenatore e responsabile della scuola calcio. ‘Un’esperienza che sicuramente non dimenticherò’, ha affermato, esprimendo il suo entusiasmo per il sostegno dei tifosi e la crescita della prima squadra.
Maretto ha anche sottolineato l’importanza di investire nel settore giovanile, evidenziando che per ottenere risultati è necessaria pazienza e programmazione. ‘Un susseguirsi di allenatori e dirigenti diversi non è il massimo: serve continuità’, ha aggiunto, auspicando un impegno costante da parte della società.
Prospettive future
Guardando al futuro, Maretto si dice aperto a nuove opportunità, senza escludere un possibile ritorno al Prato. ‘Non chiudo la porta in faccia a nessuno’, ha dichiarato, precisando di essere pronto ad ascoltare proposte, ma senza fretta di trovare un nuovo incarico. ‘Sto cercando una situazione che mi permetta di continuare il percorso intrapreso, puntando sulla formazione e sulla conoscenza dei giocatori’, ha concluso, manifestando la sua disponibilità a mettersi in gioco anche in altre realtà.