AttivaPrato contesta il metodo seguito per arrivare alla decisione di abbattere 47 tigli in via Firenze. A intervenire è Paolo Sanesi, presidente dell’associazione, che definisce caratterizzato da profonde anomalie il percorso indicato come partecipativo e chiede maggiore chiarezza sulle responsabilità amministrative.
Sanesi precisa di non voler entrare nel merito della scelta di rimuovere gli alberi, ma concentra l’attenzione sulle modalità con cui è stata assunta. Secondo il presidente di AttivaPrato, non sarebbero stati chiariti i soggetti e gli organismi coinvolti nella definizione dell’intervento, né il ruolo avuto da ciascuno nella proposta, nella valutazione e nella decisione finale.
Le contestazioni sul percorso
Tra gli elementi ritenuti problematici ci sono la richiesta arrivata da pochi soggetti, la pubblicizzazione ritenuta insufficiente e il numero limitato di partecipanti. Sanesi sostiene inoltre che il percorso sarebbe stato ridimensionato progressivamente, fino a comprendere soltanto due incontri e una passeggiata, prima della conclusione.
Un ulteriore interrogativo riguarda i contenuti emersi dagli incontri. Secondo quanto riferisce Sanesi, dai verbali sembrerebbe che i cittadini presenti non avessero chiesto l’abbattimento degli alberi, ma una manutenzione più corretta e una maggiore cura del patrimonio verde. Da qui la domanda su come il percorso sia arrivato a sostenere una scelta che, a suo giudizio, non coinciderebbe con le richieste espresse dai partecipanti.
Il presidente di AttivaPrato chiede quindi di rendere disponibili l’elenco dei partecipanti, il rapporto conclusivo, gli atti relativi alla deliberazione finale, l’eventuale esito di una votazione e il documento con cui la Giunta avrebbe dovuto formulare la propria valutazione conclusiva, come previsto dai regolamenti comunali. Per Sanesi, la trasparenza amministrativa deve consentire di individuare con precisione chi propone, chi valuta e chi assume la responsabilità delle decisioni che incidono sul territorio di Prato.
Il tema della partecipazione
La vicenda dei tigli viene considerata da AttivaPrato come un caso esemplare di una questione più ampia: il rapporto tra amministrazioni e cittadini nelle trasformazioni urbane. Sanesi sostiene che la partecipazione dovrebbe permettere alla comunità di incidere concretamente sulle scelte, evitando di diventare una procedura formale attivata quando l’esito è già sostanzialmente definito.
Nel dossier citato dall’associazione sono stati analizzati 40 percorsi partecipativi realizzati negli ultimi anni. Secondo AttivaPrato, oltre l’80 per cento presenterebbe criticità legate alla mancata risposta alle osservazioni o al mancato rispetto dei regolamenti comunali. Il documento è stato inviato tramite posta elettronica certificata alla sindaca Bugetti, con la richiesta di aprire una discussione pubblica sul tema.
Sanesi riferisce che a quella richiesta non sarebbe seguita una risposta e auspica che la nuova amministrazione comunale possa riaprire il confronto sulla partecipazione, affrontando il tema con chiarezza. L’associazione chiede così che il caso di via Firenze non venga valutato soltanto in relazione al destino dei 47 alberi, ma anche come occasione per verificare il funzionamento degli strumenti di consultazione dei cittadini.