Gli Ordini delle professioni infermieristiche della Toscana chiedono interventi immediati dopo quanto avvenuto domenica pomeriggio al pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano di Prato, dove un agente della polizia penitenziaria ha esploso alcuni colpi d’arma da fuoco per fermare il tentativo di evasione di un detenuto di 22 anni. L’episodio ha riacceso il dibattito sulle condizioni di lavoro del personale e sulla protezione di operatori e utenti nelle strutture ospedaliere.
Per gli Opi, la violenza non può essere considerata un rischio inevitabile della professione. L’organismo sottolinea la necessità di un’analisi delle cause e di interventi strutturali, con il coinvolgimento della Regione, delle aziende sanitarie, delle prefetture, delle forze dell’ordine, degli Ordini professionali e degli altri soggetti competenti. L’obiettivo indicato è trasformare le previsioni della legge 113 del 14 agosto 2020 in misure organizzative realmente efficaci.
Le aggressioni nelle strutture toscane
La situazione, secondo gli infermieri, non sarebbe circoscritta al caso di Prato. Nella stessa giornata, al pronto soccorso dell’ospedale Versilia, un infermiere è stato aggredito e colpito al volto con un pugno. Altre segnalazioni, aggiungono gli Opi, continuano ad arrivare dal territorio pistoiese. Il riferimento è a una serie di episodi che comprende violenze, danneggiamenti e devastazioni avvenuti nel tempo al Santo Stefano.
Sulla vicenda è intervenuta anche Dania Melani, consigliera comunale di Fratelli d’Italia, che ha definito di estrema gravità quanto accaduto. La consigliera ha espresso solidarietà agli agenti e ha sottolineato la preoccupazione per gli utenti in attesa, oltre che per medici e infermieri costretti a lavorare in una situazione di allarme.
Le proposte della polizia penitenziaria
Eleuterio Grieco, segretario regionale della Uil Fp polizia penitenziaria, ha chiesto l’istituzione di camere di sicurezza per arrestati e detenuti trasferiti nei pronto soccorso della Toscana. Tra le proposte figura anche l’impiego della telemedicina nelle carceri, con l’obiettivo di ridurre gli invii immediati negli ospedali quando non siano necessari. Grieco ha inoltre sollecitato una valutazione dei costi dell’assistenza sanitaria penitenziaria regionale e un maggiore ascolto del personale che opera negli istituti.
Il ferimento del detenuto ha riportato al centro anche il tema del taser. I consiglieri comunali Jonathan Targetti e Aldo Milone, de L’alternativa c’è, sostengono che una pistola a impulsi elettrici avrebbe potuto evitare il ricorso all’arma da fuoco. I due esponenti hanno collegato la questione alla mozione sul taser per la polizia locale, annunciando l’attesa discussione in Consiglio comunale e chiedendo alle forze di maggioranza una posizione considerata coerente e responsabile.