La prima edizione del Prato Crime Festival amplia il proprio programma con una rassegna cinematografica dedicata al giallo, al thriller e alle storie ispirate a delitti e indagini. Le proiezioni si svolgeranno dall’11 al 13 settembre al Castello dell’Imperatore, nell’ambito dei tre giorni di incontri, approfondimenti e confronto organizzati dalla manifestazione.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Terminale Cinema e prevede un appuntamento ogni sera, sempre alle 21. I titoli selezionati appartengono alla cinematografia italiana e sono stati scelti per il loro legame con i temi del festival: il crimine, la detection e le investigazioni successive a un delitto.
La trilogia del giallo italiano
Il primo appuntamento è in programma l’11 settembre con 4 mosche di velluto grigio, film diretto da Dario Argento nel 1971 e proposto in versione restaurata. Si tratta del terzo capitolo della cosiddetta trilogia degli animali, dopo L’uccello dalle piume di cristallo e Il gatto a nove code. L’opera viene considerata uno degli esempi più rappresentativi del cinema giallo italiano, filone sviluppatosi a partire dalla metà degli anni Sessanta e legato, tra gli altri, ai nomi di Mario Bava e dello stesso Argento.
La pellicola, restaurata in 4K, mostra già alcuni dei motivi ricorrenti del cinema del regista romano, tra thriller e progressivo allontanamento dalla razionalità dell’indagine. Il film arriva sul grande schermo a 55 anni dalla sua uscita.
Il 12 settembre sarà invece proiettato La casa dalle finestre che ridono, diretto da Pupi Avati nel 1976 e anch’esso presentato in copia restaurata in 4K. La vicenda è ambientata tra l’Emilia e il delta del Po, a Comacchio, e segue un giovane artista incaricato di restaurare un antico affresco raffigurante il martirio di San Sebastiano.
L’opera è attribuita a Buono Legnani, un pittore morto anni prima in circostanze misteriose. Il protagonista finisce così per svolgere una ricerca personale sulla morte dell’artista e su altri elementi oscuri della vicenda. Il film, sospeso tra thriller e horror, è considerato un cult del cinema italiano.
Il caso del Mostro di Firenze
La rassegna si chiuderà il 13 settembre con Il mostro di Firenze, pellicola del 1986 diretta da Cesare Ferrario. Il film affronta i diversi omicidi attribuiti al cosiddetto Mostro di Firenze e rappresenta il primo tentativo cinematografico di ricostruire e collegare i casi, all’indomani dell’ultimo delitto del 1985.
L’opera è liberamente basata sulle indagini del giornalista Mario Spezi e propone una propria interpretazione degli elementi investigativi, dal possibile modus operandi all’identità dell’assassino e alle ragioni ipotizzate dietro i crimini. Dall’organizzazione spiegano che i primi due titoli nascono dall’immaginazione dei rispettivi autori, mentre il terzo si confronta con quello che viene definito il principale cold case italiano.
L’ingresso a ciascuna serata costa 3,50 euro. In caso di pioggia, le proiezioni saranno trasferite al Cinema Terminale. Le informazioni sulla manifestazione sono disponibili sul sito pratocrimefestival.it.