Organici educativi

Nella scuola 127 stabilizzazioni, ma il precariato prevale

I dati territoriali segnalano carenze soprattutto fra Ata e sostegno: gran parte delle necessità sarà coperta da contratti a termine

Nella scuola 127 stabilizzazioni, ma il precariato prevale

Per il prossimo anno scolastico nelle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Prato saranno stabilizzati 60 docenti. A questi si aggiungeranno cinque educatori destinati al Convitto Cicognini. Il quadro comprende anche il personale Ata, per il quale sono previste 67 assunzioni a tempo indeterminato: 49 collaboratori scolastici, 15 amministrativi, due tecnici e un infermiere.

Restano però otto sedi vacanti per i Dsga, i direttori dei servizi generali e amministrativi. La copertura potrà avvenire attraverso la graduatoria regionale, che nel complesso mette a ruolo 45 unità. I candidati saranno chiamati a scegliere tra le sedi disponibili; gli incarichi non assegnati saranno successivamente affidati a tempo determinato.

Il divario nel personale Ata

È questo il lato positivo del quadro tracciato dalla Flc Cgil, che evidenzia tuttavia una presenza ancora molto ampia del lavoro precario. Tra il personale Ata, in particolare, i posti necessari per garantire il funzionamento delle scuole sono 193, ma soltanto 67 saranno coperti stabilmente. I restanti 126 incarichi saranno assegnati a lavoratori con contratto a termine.

La stessa situazione riguarda il sostegno. Secondo i dati dell’Ufficio scolastico, gli studenti con certificazione presenti nelle scuole pratesi sono circa 1.500 e per assisterli servono 1.209 insegnanti. I docenti di ruolo saranno 466, mentre 743, pari al 61 per cento, lavoreranno da precari.

Per la segretaria della Flc Cgil Vincenza Tavormina, il sistema scolastico continua così a garantire il servizio facendo ricorso a contratti deboli e instabili. La rappresentante sindacale sottolinea che il fenomeno interessa tutti i comparti della scuola e prosegue da anni. Sul sostegno, osserva, l’Ufficio scolastico riconosce la necessità di oltre mille insegnanti, ma non procede in misura sufficiente alla loro stabilizzazione.

Un’ulteriore criticità riguarda il potenziamento della lingua italiana per gli studenti stranieri. Alle scuole superiori, rispetto alle esigenze indicate, sono previsti dieci posti di ruolo in meno. Per compensare almeno in parte la carenza, l’Ufficio scolastico ha assegnato 11 cattedre a tempo determinato, collegate al Cipia, il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti, dal quale saranno poi distribuite alle scuole interessate. Per la Flc Cgil, anche questo intervento conferma il ricorso alla precarietà invece di una programmazione orientata alla stabilità.