Comunità in lutto

Morto don Santino Brunetti, storico parroco per 50 anni

Il sacerdote aveva 83 anni e si è spento in ospedale durante alcune terapie

Morto don Santino Brunetti, storico parroco per 50 anni

È morto nella tarda mattinata, intorno alle 11.30, monsignor Santino Brunetti, figura di primo piano della Chiesa pratese e per molti anni alla guida della parrocchia di San Giovanni Battista a Maliseti. Il sacerdote aveva 83 anni ed è deceduto in ospedale, mentre si stava sottoponendo ad alcune terapie.

Dalla Lombardia alla diocesi pratese

Nato a Massalengo, nel Lodigiano, il 27 dicembre 1943, Brunetti proveniva da una famiglia numerosa. Il padre, che lavorava come casaro, morì a 49 anni, lasciando la moglie e sette figli. A 16 anni Santino iniziò a lavorare come falegname per sostenere la madre vedova, senza interrompere il proprio impegno nell’Azione Cattolica e nella casa della gioventù di Lodi.

In quell’ambiente ebbe come assistente e padre spirituale don Bassano Staffieri, destinato in seguito a diventare vescovo di Carpi e di La Spezia-Sarzana-Brugnato. Proprio il legame con Staffieri favorì l’arrivo di Brunetti a Prato. Il trasferimento maturò nell’ambito di uno scambio tra lo stesso sacerdote e il vescovo Fiordelli: a Lodi furono inviate tre Spigolatrici e, in cambio, la diocesi pratese accolse tre preti.

Quando Brunetti maturò la vocazione, gli fu prospettata la possibilità di entrare nel seminario di Prato, uno dei pochi ad accettare le cosiddette vocazioni adulte anche senza richiedere necessariamente il diploma di scuola superiore. Insieme a lui arrivarono altri seminaristi lodigiani, tra cui don Angelo Rancati, don Pio Biasin e don Renato Chiodaroli.

Mezzo secolo a Maliseti

Uomo concreto e riservato, monsignor Brunetti ha ricoperto per anni l’incarico di direttore della Caritas diocesana e si è occupato della pastorale dei migranti. La sua esperienza pastorale è rimasta legata soprattutto alla parrocchia di San Giovanni Battista a Maliseti, che ha guidato per cinquant’anni.

Brunetti ha lasciato la parrocchia nell’ottobre dello scorso anno, passando il testimone a don Marco Locati, esattamente cinquant’anni dopo il proprio insediamento. La sua vicenda personale e sacerdotale si è sviluppata tra le origini lombarde, la formazione maturata dopo l’ingresso in seminario e il lungo servizio svolto nella diocesi di Prato.