Una parte degli alloggi di edilizia residenziale pubblica non ancora ristrutturati potrebbe essere recuperata attraverso un nuovo sistema di locazione a canone calmierato. È l’obiettivo della mozione Casa, creiamo assieme solidarietà abitativa, presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia al Comune di Prato.
La proposta nasce dall’intreccio tra due criticità: da un lato l’emergenza abitativa e l’aumento dei costi degli affitti, dall’altro la presenza di appartamenti di proprietà pubblica che non possono essere assegnati perché necessitano di interventi di manutenzione. Il piano prevede di destinare una quota degli alloggi recuperati a sanitari, forze dell’ordine e insegnanti, categorie considerate essenziali e spesso in difficoltà nel trovare una sistemazione a condizioni sostenibili.
Il patrimonio da recuperare
Secondo i dati citati nel corso della presentazione, la società Edilizia Pubblica Pratese gestisce, tra gli altri, 1.625 alloggi comunali destinati all’edilizia residenziale pubblica. Di questi, circa 190 risultano non assegnabili perché richiedono lavori che, con le risorse attualmente disponibili, non è stato possibile completare.
L’idea avanzata da FdI è utilizzare una parte dei proventi degli affitti calmierati per finanziare la riqualificazione degli appartamenti ancora inutilizzati. In questo modo, secondo i promotori, si potrebbe ampliare l’offerta abitativa e creare nuove risorse per intervenire sugli immobili che attendono la manutenzione, compresi alcuni alloggi indicati in viale Galilei.
La proposta in consiglio comunale
Il capogruppo Cosimo Zecchi ha spiegato che la mozione punta a mettere in relazione il problema degli affitti con quello degli alloggi vuoti. L’obiettivo è offrire una possibilità a lavoratori come infermieri, docenti e appartenenti alle forze dell’ordine che, secondo il gruppo consiliare, non riescono a trovare facilmente casa sul territorio pratese.
La consigliera Elena Ganugi ha ricondotto l’iniziativa a una proposta elaborata durante la campagna elettorale insieme a Umberto Presutti Gallinella. L’ipotesi è quella di definire un canone calmierato anche in rapporto all’andamento del mercato, così da favorire la permanenza in città di alcune categorie professionali e, contemporaneamente, sostenere il recupero degli appartamenti.
Presutti Gallinella ha parlato di un’emergenza abitativa che, a suo giudizio, non sarebbe stata affrontata adeguatamente dalle amministrazioni precedenti. Lo stesso consigliere ha precisato che la mozione non avrebbe la pretesa di risolvere da sola il problema, ma intenderebbe proporre una strada aggiuntiva. Alla conferenza stampa è intervenuto anche Rocco Rizzo, che ha richiamato la presenza di altri alloggi vuoti bisognosi di manutenzione.
Erano presenti anche i consiglieri regionali Alessandro Tomasi e Chiara La Porta. La Porta ha ricordato che il tema è stato affrontato sia a livello comunale sia regionale e ha sottolineato che, nonostante un miglioramento dei numeri rispetto ai mesi precedenti, la presenza di circa 200 alloggi non assegnabili rappresenta ancora una criticità. Secondo la consigliera, il modello potrebbe essere valutato anche in altri Comuni e dalla Regione.