David Morganti, 24 anni, non è processabile per l’omicidio della madre Anna Viliani, 60 anni, perché ritenuto totalmente incapace di intendere e di volere. La donna venne colpita con decine di coltellate nella villetta di via Toccafondi, a Montepiano, e morì dopo diverse ore di agonia. L’abitazione fu poi incendiata.
La tragedia risale al 25 febbraio dello scorso anno. Il giovane, accusato di omicidio volontario, è stato giudicato incapace di intendere e di volere sulla base di una perizia psichiatrica. La difesa, rappresentata dall’avvocata Roberta Roviello, aveva anche sollevato una questione di costituzionalità per evitare l’avvio di un processo ordinario destinato a concludersi con un’assoluzione per vizio totale di mente.
La misura di sicurezza
La Corte d’assise, nella prossima udienza prevista a ottobre, dovrà quindi concentrarsi sulla durata della misura di sicurezza. Morganti si trova attualmente nella Rems di Empoli, struttura dove è detenuto e seguito. Il pubblico ministero Luca Tescaroli ha chiesto una misura non inferiore a 14 anni, considerando anche le aggravanti della crudeltà e dei futili motivi. La durata ordinaria indicata per un caso di questo tipo sarebbe di dieci anni.
La difesa ha contestato l’applicazione delle aggravanti, sostenendo che il giovane non sarebbe consapevole di aver ucciso la madre e non rappresenterebbe un pericolo. Secondo l’avvocata Roviello, Morganti avrebbe bisogno di assistenza e di un percorso di sostegno, ma non sarebbe necessario mantenerlo sottoposto a una misura di sicurezza. Il ragazzo partecipa alle udienze accanto alla sua legale.
Il contesto familiare
L’omicidio si sarebbe consumato all’interno di una situazione familiare segnata dalla fragilità. Anna Viliani si occupava da sola del figlio, descritto come una persona con problemi psichici e sordomuta, rimasta dopo la fine della scuola sotto la sua gestione quotidiana. Nel corso della confessione, il giovane avrebbe raccontato di non essersi mai sentito pienamente accettato dalla famiglia e di aver vissuto in un mondo ristretto alle mura domestiche.
La donna fu colpita numerose volte, ma nessuna delle ferite risultò immediatamente mortale. Morì ore dopo, mentre il figlio si trovava ancora nella villetta. In seguito Morganti appiccò il fuoco all’abitazione, senza però allontanarsi dalla zona: i carabinieri lo fermarono nei pressi della casa, mentre camminava senza una meta precisa. Nella Rems di Empoli, secondo la difesa, il giovane lavora, socializza con gli altri ospiti e non ha creato problemi, pur non essendo in grado di condurre una vita autonoma.