Raggiri domestici

Finto dipendente comunale, anziana sventa la truffa a Vernio

Una ottantenne ha interrotto il contatto dopo la richiesta di dati e ha verificato la situazione con gli uffici.

Finto dipendente comunale, anziana sventa la truffa a Vernio

Un nuovo tentativo di truffa telefonica ha preso di mira una residente di Vernio. La possibile vittima è un’ottantenne che, il 16 settembre, ha ricevuto una chiamata sul telefono fisso di casa e ha riconosciuto alcuni elementi sospetti, riuscendo a interrompere il raggiro prima che potesse avere conseguenze.

Dall’altra parte della linea, un uomo con accento romano si è presentato come un dipendente comunale. Il falso incaricato ha sostenuto che si fosse verificato un furto di dati e che fosse quindi necessario aggiornare le informazioni dell’anagrafe. La telefonata, secondo quanto riferito dalla donna, era costruita per ottenere la sua attenzione e spingerla a fornire informazioni personali.

Il dettaglio che ha insospettito la residente

Nel corso della conversazione, l’uomo ha fatto riferimento a un’automobile appartenuta al marito della donna e venduta oltre due anni fa. Proprio questo particolare ha rafforzato i dubbi dell’anziana, che ha deciso di verificare direttamente la richiesta con il Comune. Alla minaccia di possibili controlli e di una lunga serie di verbali e interrogatori in caso di coinvolgimento dei carabinieri, la residente ha scelto di non proseguire il dialogo e ha riattaccato.

Il successivo contatto con gli uffici comunali ha confermato che non si era verificato alcun furto di dati e che nessun incaricato dell’amministrazione stava effettuando telefonate a domicilio per aggiornare l’anagrafe. La donna ha quindi deciso di rendere pubblico l’episodio per mettere in guardia soprattutto le persone anziane, spesso contattate sul telefono fisso.

I consigli contro i raggiri telefonici

Il caso si inserisce in una serie di tentativi segnalati sul territorio, dopo quelli condotti da persone che si erano spacciate per carabinieri. Le forze dell’ordine invitano a non fornire dati personali o informazioni sulla propria situazione familiare a interlocutori non verificati, anche quando affermano di rappresentare enti pubblici.

In presenza di richieste anomale, il consiglio è di interrompere la conversazione, contattare direttamente l’amministrazione o l’ente nominato dall’interlocutore e segnalare l’accaduto ai carabinieri o alle altre forze dell’ordine. Nessuna verifica deve essere effettuata seguendo numeri o indicazioni ricevuti durante la telefonata sospetta.