Diritti sul lavoro

Acca a Prato, bocciato appello della Procura

Confermato il diniego al provvedimento urgente disposto durante il presidio nello stabilimento di Seano.

Acca a Prato, bocciato appello della Procura

Il tribunale di Prato ha respinto l’appello presentato dalla Procura contro la decisione del giudice per le indagini preliminari che non aveva convalidato il decreto urgente di sequestro preventivo relativo a una parte della merce stoccata nello stabilimento Acca di Seano.

La vicenda giudiziaria si inserisce nella lunga vertenza sindacale avviata dopo l’annuncio di licenziamenti nell’azienda di logistica. Per settanta giorni i lavoratori e il sindacato autonomo Sudd Cobas hanno mantenuto un presidio permanente davanti alla struttura, contestando il rischio occupazionale e chiedendo la tutela dei posti di lavoro.

Il sequestro e lo sgombero

La Procura aveva disposto il sequestro preventivo di una parte dei prodotti presenti nel magazzino, riconducibili ad alcune aziende del pronto moda che ne avevano documentato la provenienza e la destinazione. Si trattava di capi di abbigliamento già venduti ai clienti, rimasti bloccati all’interno dello stabilimento durante il presidio.

Secondo la ricostruzione riportata da Sudd Cobas, l’esecuzione del provvedimento si trasformò però in uno sgombero dell’area. Il sindacato sostiene che l’operazione sia andata oltre i limiti del sequestro e definisce l’intervento illegittimo. La decisione del tribunale di Prato conferma ora il precedente diniego del gip alla convalida del decreto urgente.

La notizia è stata diffusa dal sindacato il 17 settembre, attraverso una nota nella quale viene ricordato che lo sgombero arrivò pochi giorni dopo l’assalto a un picchetto, attribuito dall’organizzazione a circa duecento titolari e responsabili dei pronto moda, e mentre erano stati presentati diversi ricorsi civili contro Sudd Cobas.

La posizione del sindacato

Sudd Cobas, assistito dagli avvocati Letizia Bertolucci e Sara Palandri, ha definito l’esito giudiziario una conferma delle proprie contestazioni. Nella nota l’organizzazione rivendica il risultato della mobilitazione e afferma che i lavoratori di Acca sono oggi al lavoro con i contratti e i diritti che, secondo il sindacato, sarebbero stati messi in discussione.

La vertenza Acca viene descritta dall’organizzazione come una delle più lunghe della storia recente del distretto pratese. Il sindacato sostiene inoltre che il diritto di sciopero debba essere tutelato anche perché, attraverso i presidi e la mobilitazione, i lavoratori possono difendere le proprie condizioni. Restano aperti gli eventuali sviluppi giudiziari legati ai procedimenti sui picchetti.