Teatro pratese

Bressan lascia il Metastasio, al via una fase delicata

Nuove nomine, cantieri e conti da riequilibrare attendono l’ente culturale cittadino

Bressan lascia il Metastasio, al via una fase delicata

Massimo Bressan lascia la presidenza della Fondazione Teatro Metastasio di Prato con tre mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato. La decisione è legata a una possibile situazione di conflitto di interesse: l’azienda per cui lavora ha ottenuto un incarico di controllo nell’ambito di un intervento finanziato dal Fondo sociale europeo della Regione Toscana, che è anche socia e finanziatrice della Fondazione.

Per evitare sovrapposizioni, Bressan ha scelto di rinunciare all’incarico. Nella fase di transizione la guida dell’ente sarà affidata al vicepresidente Gabriele Zampini. Le nuove nomine dovranno essere effettuate da Comune di Prato e Regione Toscana: al Comune spetterà indicare il presidente, mentre alla Regione toccherà la scelta del vicepresidente.

Gli interventi sugli spazi

Il cambio ai vertici arriva dopo oltre dieci anni di Bressan alla guida del Metastasio e in una fase complessa per le sedi della Fondazione. Al teatro Metastasio sono stati finanziati con 1,6 milioni di euro gli interventi necessari per la sicurezza, che partiranno la prossima estate, al termine della stagione teatrale. L’obiettivo è consentire la ripresa della nuova stagione a piena capienza.

I lavori riguarderanno gli adeguamenti della sala, sottoposta anche alla tutela della Soprintendenza, e il foyer, dove saranno rimossi i pannelli in legno. Più articolata è la situazione del Fabbricone, inserito nel progetto regionale di riqualificazione dell’area. Prima di procedere sarà necessario definire la proprietà, attraverso un possibile accordo tra il Comune e i proprietari oppure mediante esproprio. Il termine previsto per la conclusione degli interventi è dicembre 2029.

Durante i lavori la Fondazione dovrà individuare spazi alternativi per garantire la continuità degli spettacoli. L’ipotesi di un tendone itinerante nelle periferie, avanzata dalla sindaca Ilaria Bugetti, è stata abbandonata. Sono stati esaminati diversi capannoni, ma il loro adeguamento richiederebbe investimenti consistenti. Tra le possibilità resta anche un accordo con la Fondazione Politeama per condividere gli spazi, una soluzione che dovrà essere valutata dal nuovo consiglio di amministrazione insieme al Comune.

Produzioni, pubblico e bilancio

Altri lavori interesseranno il Magnolfi, nell’ambito del progetto di riqualificazione di via della Fonderia. L’intervento prevede anche il distacco della foresteria ospitata nella stessa struttura. Bressan ha espresso rammarico per non essere riuscito a risolvere la questione degli spazi, sottolineando però il rapporto costruito all’interno del teatro e la necessità di ampliare le relazioni con il territorio e con i soggetti privati.

Nel periodo della sua presidenza le risorse complessive a disposizione della Fondazione sono cresciute di circa il 10%, con un bilancio che negli ultimi tre anni si è attestato intorno ai 5 milioni di euro. Le spese per il personale sono rimaste intorno ai 900mila euro annui, pari a circa il 20% dei costi. Le giornate lavorative legate alle attività dell’ente sono aumentate da una media di 12mila nel primo triennio a oltre 16mila nell’ultimo.

Le nuove produzioni sono passate da una media di 17 a 19 all’anno, mentre le coproduzioni sono salite da 6 a 22. Nel complesso, il numero delle produzioni è cresciuto da 23 a 41, con investimenti nell’ultimo triennio pari a circa 1,8 milioni di euro annui. In dodici anni il Metastasio ha registrato oltre 500mila spettatori per 4.261 rappresentazioni tra produzioni, tournée e spettacoli ospitati.

La Fondazione è inoltre passata dal 13° posto tra i Teatri di rilevante interesse culturale nel 2015 al 4° posto, raggiunto nel 2022 e mantenuto nel triennio 2022-2024. È cambiata anche la composizione dei finanziamenti: il contributo del Comune è sceso dal 52% del 2015 al 37% dell’ultimo triennio, quello della Regione è salito dal 21% al 28% e il sostegno del Ministero della Cultura dal 27% al 35%.

Resta tuttavia da riequilibrare la situazione economica. Il bilancio 2025 si è chiuso con un disavanzo di 156mila euro su 4,8 milioni, pari al 3%. È la prima chiusura non in pareggio dal 2016. Il risultato è attribuito alla crescita dei costi e alla riduzione dei posti disponibili, determinata dalla capienza ancora limitata. L’obiettivo indicato è tornare al pareggio entro due anni, mentre la nuova presidenza dovrà affrontare in tempi brevi sia i cantieri sia la ricerca di sedi temporanee per la programmazione.