Un pesce attraversa un mare popolato da oggetti e simboli legati alle diverse stagioni dell’esistenza. È il filo conduttore del murale realizzato dagli studenti e dalle studentesse della classe 3F di Arti Figurative del liceo artistico Umberto Brunelleschi di Montemurlo, oggi 4F, sulle pareti della Rsa Pio Istituto Santa Caterina De’ Ricci.
L’opera misura 2,3 metri per 16 e trasforma un lungo corridoio di passaggio della struttura in un percorso visivo destinato agli ospiti, agli operatori e ai visitatori. Il tema affidato agli studenti era Il flusso della vita. Tra i progetti presentati è stato scelto quello di Martina Rossi, intitolato La vita in fondo al mare.
Dall’idea alla parete
Il progetto è nato nell’ambito delle attività di alternanza scuola-lavoro svolte durante lo scorso anno scolastico. Il lavoro non si è limitato alla pittura: gli studenti hanno elaborato l’idea, preparato il progetto, lo hanno presentato a una commissione e atteso la selezione da parte della Rsa. Dopo il passaggio dalla progettazione alla realizzazione, il corridoio è stato dipinto con pennelli e colori fino alla conclusione dell’opera, avvenuta alla fine di giugno.
Nel racconto visivo, il pesce accompagna il viaggio tra elementi simbolici associati alle diverse fasi della vita. La parete diventa così un ambiente da attraversare e osservare, pensato per dialogare con le persone che frequentano quotidianamente la residenza. Per gli studenti, l’esperienza ha rappresentato un’occasione per confrontarsi con un committente reale e con le esigenze di uno spazio concreto.
Il rapporto con la residenza
«Con questo progetto abbiamo dato la possibilità ai ragazzi non solo di realizzare un murale, ma di fare un vero e proprio progetto sottoposto a una commissione, come se fosse un vero committente», spiega la dirigente scolastica Maria Grazia Ciambellotti.
Per la Rsa, il coinvolgimento del liceo ha avuto anche un significato ulteriore. «Collaboriamo da sempre con gli istituti professionali che preparano gli Oss e figure sanitarie, questa volta ci siamo spinti oltre coinvolgendo un liceo per far conoscere anche a loro l’altra faccia delle residenze sanitarie», racconta il direttore Riccardo Petrini.
Il murale ha quindi portato gli studenti fuori dall’aula, mettendoli a contatto con un luogo vissuto ogni giorno da ospiti, lavoratori e familiari. Il risultato non è soltanto il completamento di una parete, ma la trasformazione di un corridoio in uno spazio capace di accompagnare il passaggio con immagini, colori e riferimenti alle storie delle persone che lo attraversano.