Parte da Prato la campagna di Fratelli d’Italia per sostenere la realizzazione di un Centro di permanenza per i rimpatri in Toscana. Il coordinamento provinciale del partito ha presentato un ordine del giorno con l’obiettivo di sollecitare l’avvio delle procedure necessarie all’apertura della struttura, in una regione che attualmente non dispone di Cpr. Sul territorio nazionale, secondo quanto riferito da FdI, i centri presenti sono nove.
La proposta di Fratelli d’Italia
L’iniziativa si inserisce nella linea del governo guidato da Giorgia Meloni e del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, orientata al potenziamento dei Cpr e all’aumento dei rimpatri. Il presidente provinciale di FdI, Giovanni Sardi, ha sostenuto che i dati sugli arrivi e sulle espulsioni mostrerebbero gli effetti delle politiche adottate dall’esecutivo. Nel testo diffuso dal partito viene indicato il passaggio da 51mila migranti presenti in Italia nel 2024 a 23mila nell’ottobre 2026, insieme all’obiettivo di arrivare a 10mila rimpatri annuali, dopo gli 8mila già raggiunti.
Secondo Sardi, l’azione avviata a Prato dovrebbe assumere in seguito una dimensione regionale. Il presidente provinciale ha indicato la città come un territorio particolarmente segnato da situazioni di disagio e ha ribadito il sostegno a Piantedosi per incrementare i rimpatri. L’ordine del giorno sarà sottoposto all’attenzione delle istituzioni locali con l’intenzione, spiegano i promotori, di portare il tema anche in Consiglio regionale.
Il confronto sulla sicurezza
Giovanni Bambagioni, responsabile provinciale di FdI per gli enti, ha ricordato l’origine dei Cpr, nati come centri di permanenza temporanea e successivamente denominati centri di identificazione ed espulsione. Bambagioni ha contestato la definizione di luoghi di detenzione impropria attribuita al governatore toscano Eugenio Giani e ha sostenuto che la struttura servirebbe a garantire maggiore sicurezza ai cittadini. Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre affermato che chi commette reati sul territorio non dovrebbe poter rimanere in Italia.
I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia descrivono la realizzazione di un Cpr come una questione di buon senso, oltre gli schieramenti politici. Il consigliere Cosimo Zecchi ha spiegato che, in assenza di una struttura in Toscana, l’accompagnamento di una persona da rimpatriare verso un centro situato fuori regione richiede l’impiego di almeno due agenti. Una procedura che, a suo giudizio, pesa ulteriormente sulla gestione delle forze dell’ordine, anche alla luce della carenza di organico. La scelta del luogo in cui realizzare il centro, ha precisato, verrebbe affrontata in una fase successiva.
La campagna prevede anche attività di sensibilizzazione attraverso il volantinaggio nelle scuole e in diverse zone della città. Zecchi ha collegato la richiesta alle condizioni di degrado e criminalità denunciate a Prato, mentre il consigliere Rocco Rizzo ha esteso il riferimento anche a Firenze, definendo le due città particolarmente esposte. Per i promotori, l’apertura di un Cpr rappresenterebbe il primo segnale concreto di cambiamento sul fronte della sicurezza urbana.