Un supporto rivolto alle persone non autosufficienti e ai familiari che si trovano a gestire per la prima volta attività assistenziali complesse. È l’obiettivo del progetto Oss a domicilio, attivato nell’area pratese dalla Asl Toscana centro per rafforzare l’assistenza territoriale e affiancare al modello dell’infermiere di famiglia e di comunità anche la figura dell’operatore sociosanitario.
Nei primi sei mesi di attività sono state effettuate 302 prestazioni, con il coinvolgimento complessivo di 95 famiglie. Il progetto riguarda la zona nord del territorio pratese, comprendendo il distretto di Prato nord, Prato ovest, la Casa della comunità di Vaiano e la Casa della comunità di Vernio.
Come funziona la presa in carico
Il percorso viene seguito dai coordinatori infermieristici territoriali della Soc Assistenza infermieristica area territoriale di Prato. L’attivazione avviene dopo la richiesta di presa in carico trasmessa dalla Centrale operativa territoriale. Il caso viene quindi valutato dall’infermiere di famiglia e di comunità, che analizza le necessità della persona assistita e del nucleo familiare.
Sulla base dei bisogni rilevati, l’infermiere può coinvolgere l’Oss già dal primo accesso nell’abitazione. L’operatore fornisce al familiare informazioni e indicazioni pratiche sulle attività di assistenza e accompagna il percorso con verifiche successive, finalizzate a valutare la capacità della persona di gestire le necessità quotidiane del proprio congiunto.
Il sostegno ai familiari
Il progetto nasce per rispondere a esigenze assistenziali, educative e relazionali che possono emergere quando una famiglia affronta improvvisamente una condizione di non autosufficienza. Il cambiamento può incidere sulla routine quotidiana e richiedere lo svolgimento di attività per le quali il familiare non ha una preparazione precedente.
Monica Chiti, direttore della Soc Assistenza infermieristica area territoriale Prato, sottolinea il valore del supporto e dell’accompagnamento durante questa fase. L’intervento dell’Oss si inserisce così in un modello che punta a sostenere la persona nel proprio ambiente di vita e, allo stesso tempo, a fornire al familiare indicazioni utili per affrontare il compito assistenziale.