Le origini e i primi vent’anni dell’Istituto Gramsci-Keynes sono al centro del libro La costola scomoda: genesi del Keynes – Una esperienza di scuola forse irripetibile, curato da Erminio Serniotti insieme a una quindicina di ex insegnanti. Il volume sarà presentato sabato 31 ottobre alle 10.30 nell’Auditorium dell’istituto, a Prato.
Il libro ricostruisce la storia di una scuola nata nel 1988 nei prefabbricati di viale Borgovalsugana, inizialmente priva di laboratori, palestra e persino di un nome stabile. Nel 1994 l’istituto si trasferì nella sede attuale di via di Reggiana. Il racconto non segue soltanto l’ordine degli avvenimenti, ma raccoglie aneddoti, discussioni, iniziative didattiche e ricordi delle persone che contribuirono a costruire l’identità della scuola.
Una scuola da costruire
Secondo Erminio Serniotti, negli anni iniziali un gruppo di insegnanti giovani, tra i trenta e i quarant’anni, cercò di dare forma a un progetto nuovo in condizioni difficili. I presidi incaricati cambiavano spesso e le risorse economiche erano limitate. Il Fondo d’istituto, quando arrivava, poteva essere erogato con un anno di ritardo e all’inizio non era disponibile. Molte attività venivano quindi organizzate senza una retribuzione aggiuntiva.
Nonostante le difficoltà, l’istituto divenne un luogo di sperimentazione. Nelle classi si realizzavano film, mentre fuori dall’orario delle lezioni venivano proposti laboratori teatrali, tornei sportivi, visite ai musei, concerti e corsi per la realizzazione di murales. Era prevista anche una settimana di pausa alla fine del primo quadrimestre, con attività alternative affiancate ai corsi di recupero. Un’impostazione che, nel ricordo dei protagonisti, favoriva il coinvolgimento e la partecipazione degli studenti.
Memoria e nuove opportunità
La vita dell’istituto era segnata anche da un confronto intenso tra insegnanti e dirigenti. Le decisioni venivano discusse nei collegi docenti e non mancavano momenti di scontro, soprattutto con i dirigenti meno disponibili a condividere le scelte. Serniotti considera quella stagione non un modello da idealizzare, ma un’esperienza nella quale gli insegnanti ritenevano di poter incidere direttamente sulla crescita della scuola.
Il curatore colloca intorno al 2007 una fase di cambiamento, coincisa con la rapida crescita dell’istituto. Non un peggioramento, ma la perdita dell’atmosfera che aveva caratterizzato i primi vent’anni. Il titolo del volume richiama la canzone di Roberto Vecchioni Formidabili quegli anni, scelta per evocare il carattere intenso di quella stagione.
Il progetto ha coinvolto anche numerosi ex studenti, ricercati attraverso una sorta di caccia al tesoro per ricostruire contatti e relazioni. La pubblicazione avrà inoltre una ricaduta sugli allievi di oggi: i contributi degli ex studenti e i proventi della vendita del libro finanzieranno alcune borse di studio. L’obiettivo è sostenere sia chi ottiene risultati eccellenti sia chi, partendo da condizioni difficili, riesce a superare gli ostacoli attraverso l’impegno.