È stato annullato il Consiglio comunale straordinario su Plures fissato a Prato per martedì 27 ottobre. La comunicazione è arrivata ai consiglieri via mail dalla Presidenza del Consiglio comunale, che ha motivato la decisione con l’imminente assemblea dei soci chiamata a rinnovare il consiglio di amministrazione della multiutility.
La seduta dovrebbe essere riconvocata dopo l’insediamento dei nuovi vertici. La scelta è contestata da Jonathan Targetti, consigliere comunale di L’Alternativa c’è, che chiede invece di riportare la discussione in aula prima dell’assemblea dei soci. Targetti ha annunciato anche il deposito di una mozione per chiedere l’uscita del Comune di Prato da Plures.
La contestazione sulla tempistica
Secondo Targetti, il primo appello per convocare una seduta straordinaria era stato presentato il 30 agosto. Da quel momento, sostiene il consigliere, tra maggioranza e opposizione sarebbe iniziata una competizione politica per attribuirsi l’iniziativa, fino all’annuncio del sindaco Matteo Biffoni di voler convocare il Consiglio. La data del 27 ottobre era stata quindi individuata, ma ora la seduta è stata cancellata a pochi giorni dall’assemblea che dovrà scegliere i nuovi vertici.
Per il consigliere, il rinvio avrebbe conseguenze sul ruolo dell’assemblea cittadina. Discutere di Plures dopo il rinnovo del Cda, afferma, impedirebbe al Consiglio di esaminare la situazione, votare eventuali atti e fornire al sindaco indirizzi sul mandato da seguire nell’assemblea dei soci. Dopo l’insediamento, sostiene Targetti, l’aula potrebbe soltanto prendere atto di decisioni già assunte.
Targetti definisce la decisione non un semplice rinvio tecnico, ma un limite alle prerogative del Consiglio comunale e agli spazi di confronto delle opposizioni. Il consigliere rivolge inoltre una domanda politica al sindaco, chiedendo se l’annullamento della seduta possa servire a evitare una discussione pubblica sulla gestione della multiutility.
Conti, tariffe e richiesta di uscita
Nel mirino del consigliere ci sono soprattutto i conti di Plures e le ricadute sulle famiglie. Secondo i dati citati da Targetti, il debito della società sarebbe passato da 836,9 milioni a 1.126,5 milioni di euro in un anno, con un incremento di quasi 290 milioni. Il consigliere richiama inoltre l’aumento della Tari del 20 per cento negli ultimi quattro anni, nonostante le attese di riduzione associate alla nascita della multiutility.
Tra gli altri temi indicati da Targetti figurano la proroga dei vertici, il mancato riconoscimento ai Comuni soci del controllo analogo e i dividendi che, secondo la sua ricostruzione, spetterebbero a Prato per una cifra vicina al milione di euro. Alla luce di questi elementi, il consigliere sostiene che il consiglio di amministrazione dovrebbe essere azzerato integralmente e non soltanto modificato in parte.
La vicenda, annuncia infine Targetti, proseguirà con il deposito della mozione per l’uscita del Comune da Plures. Il consigliere chiede che la seduta straordinaria venga riconvocata prima dell’assemblea dei soci e che il sindaco riferisca in aula sul mandato con cui intende partecipare al voto per il nuovo Cda.