Giustizia amministrativa

Tar conferma a Prato la revoca del permesso a un 39enne

La decisione segue una pena per traffico di stupefacenti e una denuncia per minaccia aggravata

Tar conferma a Prato la revoca del permesso a un 39enne

Il Tar ha confermato la revoca del permesso di soggiorno disposta dalla Questura di Prato nei confronti di un cittadino marocchino di 39 anni. L’uomo aveva impugnato il provvedimento chiedendone l’annullamento, ma i giudici amministrativi hanno ritenuto corretta la valutazione dell’autorità di pubblica sicurezza, che lo ha considerato una persona socialmente pericolosa e, quindi, destinataria di un provvedimento finalizzato al rimpatrio.

Alla base della decisione ci sono una condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione per traffico di droga, una multa da 30mila euro e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. A questi elementi si è aggiunta, nel giro di pochi giorni, una denuncia per minaccia aggravata. Secondo la questura, il quadro complessivo ha fatto emergere profili di pericolosità tali da giustificare la revoca del titolo di soggiorno.

La valutazione della questura

Nel ricorso il 39enne aveva evidenziato i legami costruiti in Italia nel corso degli anni. Ha riferito di essere arrivato nel Paese nel 1999, quando aveva 12 anni, per ricongiungersi al padre, e di risiedere regolarmente sul territorio nazionale da molto tempo. Tra gli elementi indicati a sostegno della richiesta di mantenimento del permesso c’erano anche il lavoro autonomo e la titolarità, dal 2015, di un’impresa attiva nel settore edile.

L’uomo aveva inoltre rappresentato di essere sposato con una connazionale residente in Marocco e di avere una figlia minorenne. Circostanze che, secondo la prospettazione difensiva, avrebbero dovuto essere considerate nel bilanciamento degli interessi in campo. La questura ne ha tenuto conto, ma ha ritenuto prevalenti le esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Il principio richiamato dai giudici

Nella sentenza, il Tar ha chiarito che una condanna penale non determina automaticamente la revoca del permesso di soggiorno. La decisione deve essere adottata attraverso una valutazione complessiva, affidata all’autorità di pubblica sicurezza, che esamina la condotta dell’interessato e gli altri elementi rilevanti del caso.

I giudici hanno quindi riconosciuto alla questura un margine di valutazione tecnico-discrezionale, verificando che nel procedimento fossero state considerate sia le circostanze personali e familiari indicate dal ricorrente sia i precedenti più recenti. Il ricorso è stato respinto e il provvedimento di revoca è rimasto valido. La decisione è riportata con riferimento al 22 ottobre 2026.