Volontariato locale

A Prato il terzo settore raggiunge quasi 60mila persone

La rilevazione segnala calo degli aderenti, uso limitato dell’intelligenza artificiale e rapporti con gli enti pubblici.

A Prato il terzo settore raggiunge quasi 60mila persone

Quasi 60mila persone raggiunte e una presenza particolarmente forte nei comparti della cultura, dello sport e della ricreazione. È il quadro del terzo settore nella provincia di Prato delineato dalla ricerca condotta da Andrea Salvini, professore di Sociologia generale al Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa. I risultati saranno presentati venerdì 23 ottobre alle 16, nella Sala Cinema del Museo Pecci, durante l’incontro Lo stato di salute del terzo settore nella provincia di Prato, promosso dalla Delegazione Cesvot di Prato.

Secondo lo studio, gli enti del terzo settore presenti sul territorio raggiungono complessivamente una stima di 59.850 utenti. Il 39,5% delle organizzazioni opera soprattutto nei settori della cultura, dello sport e della ricreazione. Seguono la sanità, con il 18,6%, e l’assistenza sociale e la protezione civile, che rappresentano il 15,5% delle attività. La platea di riferimento è ampia: il 37,2% degli enti indica la collettività nel suo complesso tra i destinatari, mentre il 33,3% si rivolge alle famiglie, il 30,2% ai giovani e il 24% agli anziani.

Il ricambio dei volontari

Tra gli altri gruppi raggiunti figurano gli studenti, indicati dal 17,8% delle organizzazioni, le persone in difficoltà economica, con il 13,2%, le persone con disabilità, con il 12,4%, le donne, con il 10,9%, e i familiari di persone in difficoltà, con l’8,5%. Uno dei principali elementi di criticità riguarda però la disponibilità di volontari. Il 64,8% degli enti dichiara di percepire una diminuzione del volontariato nella propria esperienza quotidiana; il 14,4% non condivide questa valutazione, mentre il 20,8% non sa rispondere.

Considerando la situazione delle singole organizzazioni, il 29,6% segnala una riduzione dei volontari, il 25,6% riferisce un aumento e il 44,8% indica una sostanziale stabilità. Nel 2024 il 49,2% degli enti ha adottato strategie specifiche per favorire il coinvolgimento di nuove persone e il ricambio generazionale, ricorrendo soprattutto ai social network. La ricerca rileva inoltre che il 30,3% delle organizzazioni ha convenzioni con soggetti pubblici, mentre il 47,1% ha realizzato progetti in rete con altre realtà.

Sul fronte tecnologico, l’utilizzo degli strumenti digitali rimane prevalentemente di base. Soltanto il 2,7% degli enti dichiara di avere familiarità con l’intelligenza artificiale. Il rapporto con Cesvot risulta invece consolidato: il 77,9% delle organizzazioni afferma di conoscere molto bene il Centro di servizio per il volontariato e, tra queste, il 92% ha utilizzato almeno uno dei servizi disponibili. Nel 2024 il 28,1% degli enti ha inoltre partecipato ad attività formative organizzate da Cesvot.

L’incontro al Museo Pecci sarà dedicato alle caratteristiche, alle risorse e alle difficoltà dell’associazionismo pratese. Il pomeriggio sarà moderato da Federico Gori, operatore Cesvot dell’Area Centro, e si aprirà con i saluti di Luisa Peris, presidente della Delegazione Cesvot di Prato, Simone Calamai, presidente della Provincia, Matteo Biffoni, sindaco di Prato, Diana Marta Toccafondi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, e di un rappresentante della Regione Toscana.

Andrea Salvini presenterà la ricerca sulla situazione del terzo settore nella Delegazione Cesvot di Prato. Seguirà la tavola rotonda Il terzo settore fra continuità e cambiamento, coordinata dalla giornalista Arianna Di Rubba, con gli interventi di Lorena Paganelli, Luciana Alessi, Giacomo Agabio e Alfio Pratesi. Le conclusioni saranno affidate a Luisa Peris, secondo la quale il mondo associativo pratese opera per il bene comune attraverso la collaborazione con le realtà territoriali e l’ascolto delle esigenze della società.