Nel quinto giorno in Pakistan, Franco è ormai diventato una presenza riconoscibile per la comunità che lo ospita. La sua permanenza, nata ufficialmente per partecipare a una cerimonia nuziale, si trasforma in un continuo incontro con invitati, famiglie e autorità. Le persone lo fermano per fotografie, videochiamate e saluti, gli affidano i bambini e lo coinvolgono nelle celebrazioni come se fosse un membro della famiglia.
Prima del matrimonio, gli organizzatori decidono persino come dovrà vestirsi: un abito bianco, uno nero e un terzo completo scelto da lui. Anche la rasatura diventa un evento. Il barbiere lavora in un garage lungo la statale, mentre tre dipendenti si contendono il compito fino all’intervento di un uomo incaricato di dividere equamente l’operazione. Il momento viene ripreso e pubblicato su TikTok, contribuendo alla popolarità del visitatore.
Una cerimonia senza formalità
La festa coinvolge circa 4 mila invitati provenienti da diverse parti del mondo. Gli uomini danzano in una sala dove vengono lanciate banconote, mentre la presenza di armi e guardie armate accompagna molti momenti della giornata. Un cavallo imbizzarrito irrompe nella pista durante i festeggiamenti, aggiungendo un ulteriore elemento di spettacolarità a quello che viene presentato come un addio al celibato.
La cerimonia nuziale è invece essenziale: gli sposi vengono chiamati dal cerimoniere, rispondono alle domande previste e il rito si conclude rapidamente. I tre matrimoni sono seguiti da pranzi organizzati in sale separate per uomini e donne. Franco riesce a incontrare le spose, vestite con abiti tradizionali e gioielli al naso, soltanto dopo aver chiesto di poter raggiungere la sala riservata alle donne, accompagnato da una guardia con un kalashnikov.
Il viaggio è segnato anche dalle difficoltà legate al cibo. Dopo aver bevuto latte appena munto il giorno precedente, il protagonista accusa problemi intestinali e salta diversi piatti: pasta al ketchup, carne di montone e altri alimenti che non rientrano nelle sue abitudini. Tra caramelle servite come antipasto, bibite analcoliche e banconote lanciate in aria, riesce comunque a trovare un dolce alla crema e cannella, consumato in quantità abbondante.
Il congedo dall’ospitalità pakistana
Per tre giorni la scena si ripete con variazioni minime, mentre gli abiti cambiano e gli invitati continuano a chiedere fotografie e conversazioni. Il racconto restituisce così l’immagine di una festa affollata, regolata da consuetudini diverse da quelle occidentali ma caratterizzata da una forte partecipazione collettiva. Il protagonista sottolinea soprattutto l’emozione provata quando gli ospiti lo coinvolgono nella preghiera, nonostante si definisca ateo.
Al momento della partenza, una parte consistente della comunità si raccoglie per salutarlo. Dopo migliaia di fotografie, Franco viene accompagnato verso Islamabad su una camionetta scortata da due militari armati. I soldati lo invitano anche a sparare in aria con un AK-47, ma lui rifiuta. Arrivato al controllo, consegna il passaporto a un militare che lo riconosce e gli consente di passare. Il congedo chiude un’esperienza raccontata come insolita, intensa e profondamente legata all’ospitalità ricevuta.