A tre settimane dal controllo eseguito dalla polizia locale insieme agli ispettori dell’Agenzia delle dogane, il giudice ha disposto il dissequestro di quasi tutto il materiale trovato il 2 ottobre all’interno dell’associazione Game, in via Castagnoli. Il circolo era stato inserito tra le sei presunte bische citate in un comunicato della Procura sull’escalation del gioco d’azzardo in città.
Il provvedimento è stato ottenuto dall’avvocato Giuseppe Monteleone, legale dell’associazione. La decisione riguarda 27 postazioni dotate di monitor, tastiere e cuffie, oltre a due personal computer, tessere, dadi e tre tavoli da gioco. Il materiale era stato acquisito durante l’attività di controllo svolta nei locali dell’associazione culturale.
Le contestazioni al circolo
Secondo quanto riferito dal difensore, il giudice ha riconosciuto che il sequestro era stato eseguito sulla base di una contestazione di natura amministrativa e non penale. Tra le persone presenti all’interno del circolo, infatti, alcune non risultavano in possesso della tessera di socio. Alle autorità è stata inoltre contestata l’assenza di alcune autorizzazioni necessarie per lo svolgimento del gioco online.
Il materiale restituito comprende anche gli strumenti utilizzati per le attività contestate dagli organi di controllo. La decisione del giudice non riguarda però la somma di denaro trovata nei locali: restano sotto sequestro circa 3.300 euro, custoditi in un cassetto nella disponibilità del gestore.
Il denaro resta sotto sequestro
Per il contante, indicato come destinato alla confisca, la difesa ha comunque presentato una richiesta di dissequestro. Anche su questo punto, quindi, dovrà essere valutata la richiesta del legale. Il provvedimento già adottato ha invece consentito la restituzione della maggior parte delle attrezzature e degli oggetti prelevati durante il controllo.
La vicenda si inserisce nel quadro dei controlli richiamati dalla Procura sul fenomeno delle presunte bische presenti in città. Nel caso dell’associazione di via Castagnoli, gli accertamenti avevano riguardato sia la presenza di persone prive della tessera sociale sia la documentazione necessaria per consentire il gioco online.