Ancora tensione al pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano di Prato. L’episodio è avvenuto lunedì sera, attorno alle 20.30, quando un uomo di quarant’anni, che si trovava su una barella, ha iniziato a minacciare gli addetti alla vigilanza impegnati nei controlli all’interno della struttura.
Secondo quanto riferito, il paziente si è poi alzato e ha aggredito quattro vigilantes della Sicuritalia. Gli operatori hanno riportato ferite lievi, giudicate guaribili in pochi giorni. Per riportare la situazione sotto controllo è stato necessario l’intervento dei carabinieri, mentre il quarantenne è stato successivamente preso in carico dalla psichiatria.
Un clima di tensione ricorrente
L’uomo, stando alle prime informazioni, avrebbe problemi psichiatrici ed era già conosciuto in ospedale. I momenti di agitazione hanno coinvolto l’area del pronto soccorso, provocando preoccupazione tra i pazienti in attesa e il personale sanitario. L’episodio riporta così l’attenzione sulle condizioni di sicurezza all’interno del presidio ospedaliero.
Quella di lunedì è infatti l’ultima di una serie di aggressioni segnalate nel reparto di prima assistenza. Poco più di dieci giorni prima, il 9 ottobre, un’altra persona aveva dato in escandescenze e aggredito due addetti alla vigilanza. La successione degli episodi alimenta il senso di insicurezza tra gli operatori, già sottoposti a una situazione di stress prolungato.
La richiesta del sindacato
Roberto Cesario, segretario del Nursind, è tornato a chiedere maggiore tutela per gli infermieri del pronto soccorso di Prato e per tutti gli utenti della struttura. Il sindacato sollecita l’istituzione di un presidio di polizia fisso, attivo 24 ore su 24, all’interno dell’ospedale o nelle immediate vicinanze del reparto.
La richiesta era già stata avanzata dal Nursind all’inizio di settembre, quando il sindacato aveva lanciato l’allarme sulle condizioni di lavoro nel Servizio psichiatrico di diagnosi e cura del Santo Stefano. Dopo la nuova aggressione, l’organizzazione torna a chiedere interventi stabili per prevenire ulteriori episodi e garantire maggiore sicurezza a lavoratori e pazienti.