Indagine dei militari

Rapina alla sala slot di Montemurlo, due arresti

Un terzo sospettato resta irreperibile: il bottino ammontava a cinquemila euro, recuperati elementi da video e tabulati telefonici.

Rapina alla sala slot di Montemurlo, due arresti

Due persone sono state arrestate dai carabinieri di Montemurlo nell’ambito dell’indagine sulla rapina compiuta il 22 maggio dello scorso anno ai danni di una sala slot di via Riva, a Montemurlo. Un terzo presunto componente del gruppo è ancora ricercato. Il gip, su richiesta della procura, ha emesso tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti cittadini rumeni di 24, 29 e 35 anni.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, i tre sarebbero entrati nella sala con il volto completamente travisato. La titolare dell’esercizio commerciale sarebbe stata bloccata all’interno dell’ufficio, mentre uno dei rapinatori, armato di pistola, l’avrebbe minacciata per ottenere il denaro custodito nella cassaforte. Una volta aperto il contenitore, però, i banditi lo avrebbero trovato vuoto e sarebbero fuggiti con 5 mila euro prelevati dalla cassa.

Le indagini partite dall’auto rubata

Per la fuga sarebbe stata utilizzata un’auto rubata a Prato pochi giorni prima del colpo. Il veicolo venne poi abbandonato a breve distanza dalla sala slot, dove il gruppo avrebbe avuto a disposizione un’altra vettura. Proprio dagli accertamenti sull’auto è partito il lavoro investigativo, dopo che una pattuglia aveva controllato il giorno successivo un veicolo in via Labriola, sempre a Montemurlo, identificando a bordo quattro cittadini rumeni, tutti con precedenti.

Gli inquirenti hanno quindi analizzato le immagini registrate dalle telecamere di sicurezza e acquisito i dati delle celle telefoniche relative ai cellulari utilizzati nella zona. Gli accertamenti hanno portato a identificare tre dei quattro uomini controllati come presunti autori della rapina. La procura ha comunicato gli sviluppi dell’inchiesta attraverso il procuratore Luca Tescaroli.

Due detenuti, un ricercato

Nel motivare i provvedimenti, il giudice ha considerato rilevanti l’impiego delle armi, il travisamento, la rapidità dell’azione e la disponibilità di un mezzo per allontanarsi subito dal luogo del reato. Secondo quanto riferito da Tescaroli, questi elementi indicherebbero una capacità criminale strutturata e non una condotta occasionale.

I due arrestati sono stati condotti in carcere: uno è stato portato alla Dogaia, mentre l’altro, fermato a Roma, è stato trasferito a Rebibbia. Il terzo presunto rapinatore resta latitante ed è ricercato anche perché già destinatario di un mandato di arresto europeo per una rapina commessa in un altro Stato.