A Prato gli sfratti sono diminuiti nel 2025, ma il Sunia Pistoia-Prato avverte che il dato non indica un superamento dell’emergenza abitativa. I provvedimenti di sfratto sono passati da 201 a 184, con una riduzione dell’8,5%. Le richieste di esecuzione sono scese da 671 a 663, mentre gli sfratti eseguiti sono diminuiti da 218 a 211, con un calo del 3,2%.
Secondo David Innocenti, segretario del Sunia Prato, la flessione deve essere letta nel quadro di un mercato della locazione sempre più difficile per le famiglie. A fronte di una minore disponibilità di abitazioni, aumentano infatti i costi sostenuti dagli inquilini. I dati elaborati dal sindacato indicano una crescita del 30% per i contratti transitori e del 15% per quelli a canone concordato.
Per il Sunia, la questione non riguarda soltanto il rischio di perdere la casa, ma anche la possibilità di accedere al mercato dell’affitto. Il sindacato chiede quindi di analizzare il patrimonio immobiliare esistente e di individuare gli alloggi che possono essere recuperati e messi a disposizione a prezzi sostenibili.
Gli alloggi non occupati e le graduatorie
Secondo i dati del censimento Istat 2023 riportati dall’organizzazione, a Prato sono stati censiti complessivamente 113.958 alloggi, di cui 7.956 non occupati. Il Sunia sottolinea però che un’abitazione vuota non è automaticamente disponibile per l’affitto: occorre verificare dove si trova, in quali condizioni versa e per quale motivo non viene utilizzata. La proposta è di realizzare una mappatura capace di distinguere gli immobili abitabili da quelli da ristrutturare, interessati da contenziosi o non destinabili alla locazione.
La pressione sulla domanda emerge anche dalle graduatorie del 2025. Per l’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica sono state presentate 1.650 domande: 1.192 sono state ammesse e 458 escluse. Le richieste per il contributo affitto sono state invece 1.056, con 741 ammissioni e 315 esclusioni.
Il quadro del sindacato comprende inoltre 6.429 nuclei familiari con un bisogno abitativo potenziale. Di questi, 2.767 hanno un bisogno conosciuto dai servizi, mentre 3.662 rientrano nella categoria del bisogno definito inespresso. Per Innocenti, è necessario raggiungere anche le persone che non sono inserite nei percorsi pubblici, rafforzando gli strumenti di ascolto e sostegno.
Edilizia pubblica e affitti brevi
Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica del Comune di Prato conta 1.575 alloggi. Il 42% è stato costruito prima del 1970, il 48% tra il 1970 e il 2000 e il 10% dopo il 2000. Una distribuzione che, secondo il Sunia, rende necessari interventi di manutenzione e riqualificazione, oltre a un recupero più rapido degli alloggi pubblici attualmente sfitti.
Tra le proposte figurano un censimento aggiornato delle abitazioni private vuote, la classificazione degli immobili in base alle condizioni, incentivi per i proprietari disposti ad affittare con contratti regolari e canoni sostenibili e il sostegno alla locazione privata a canone concordato. Il sindacato segnala anche la presenza di 390 annunci di affitti brevi nel Comune di Prato nel 2025.
Infine, l’organizzazione chiede trasparenza sull’impiego delle risorse pubbliche destinate all’edilizia residenziale sociale e sull’eventuale ricorso ai fondi immobiliari. Nel 2025 la Regione Toscana ha autorizzato fino a 7 milioni di euro per la sottoscrizione di quote di fondi immobiliari chiusi destinati alla realizzazione di alloggi sociali. Per il Sunia, ogni operazione dovrà essere accompagnata da garanzie verificabili sul numero delle abitazioni realizzate, sui canoni applicati e sui benefici per le famiglie.