Giustizia

A Prato, quattro mesi per la ladra seriale: obbligo di firma

La 26enne fiorentina, in avanzato stato di gravidanza, resta fuori dal carcere dopo il procedimento nato dall’arresto di fine agosto.

A Prato, quattro mesi per la ladra seriale: obbligo di firma

È stata condannata a un anno e quattro mesi di reclusione la 26enne fiorentina accusata di una lunga serie di furti ai danni delle automobili lasciate in sosta nella zona compresa tra via Pomeria, via Frascati e le strade vicine, a Prato. La sentenza è stata pronunciata ieri al termine del procedimento penale scaturito dall’arresto eseguito alla fine di agosto.

La giovane, che si trova in avanzato stato di gravidanza, non sarà accompagnata in carcere. Il giudice ha disposto nei suoi confronti l’obbligo di presentarsi all’autorità giudiziaria. La donna era già sottoposta al divieto di dimora a Prato, misura adottata nell’ambito delle vicende giudiziarie che la riguardano.

Una lunga sequenza di precedenti

Secondo quanto riferito nel procedimento, quello collegato all’arresto di fine agosto rappresenta il venticinquesimo reato contestato alla giovane. Il pubblico ministero aveva chiesto una pena di otto mesi, ma il giudice ha deciso di aumentarla proprio alla luce dei numerosi precedenti a carico dell’imputata.

La 26enne ha inoltre altri tre procedimenti penali in corso. La vicenda si inserisce in una serie di episodi denunciati dai residenti della zona, che da tempo segnalano furti nelle auto parcheggiate e hanno manifestato esasperazione per il ripetersi dei reati.

Le denunce dei residenti

Arresti e condanne, finora, non avrebbero fermato la giovane e il suo compagno, indicato come protagonista insieme a lei della serie di furti. I due vivrebbero in alloggi di fortuna ricavati nei cantieri edili abbandonati del centro.

Il nuovo provvedimento giudiziario stabilisce quindi per la donna una misura diversa dalla detenzione in carcere: dovrà rispettare l’obbligo di firma, oltre al divieto di dimora già disposto. La condanna riguarda esclusivamente il procedimento nato dall’arresto di fine agosto, mentre gli altri tre fascicoli risultano ancora pendenti.