La chiusura di via Firenze a Prato in occasione della partita tra Prato e Grassina ha provocato disagi a residenti, aziende, corrieri e dipendenti. Il provvedimento, adottato per motivi di ordine pubblico e già annunciato, è stato applicato in un giorno lavorativo, rendendo più complicati gli spostamenti e le attività di chi opera nella zona.
Almeno 70 dipendenti sono rimasti bloccati all’interno degli uffici all’ora di pranzo, senza poter lasciare l’area interdetta. Dall’esterno, invece, corrieri e trasportatori non hanno potuto accedere per effettuare le consegne. Alcuni mezzi erano già entrati in mattinata e non hanno poi avuto la possibilità di uscire. In zona sono comparsi anche cartelli dal tono ironico per protestare contro la situazione.
Le proteste delle imprese
A subire le conseguenze maggiori sono state quattro imprese. Gli imprenditori contestano un’ordinanza che, a loro giudizio, non avrebbe previsto una via di fuga né modalità adeguate per consentire la prosecuzione delle attività. Tra i problemi segnalati ci sono anche le merci deperibili, rimaste impossibili da consegnare, e i mezzi degli agenti commerciali già parcheggiati all’interno della zona, che non hanno potuto essere spostati.
In tarda mattinata è arrivato sul posto un funzionario della prefettura. L’amministratore delegato di Maricart ha riferito che, dopo essere stati indirizzati da un ufficio all’altro, agli operatori è stata prospettata la possibilità di autorizzare l’ingresso di un paio di camion, ma non la loro uscita. Per le prossime occasioni, alle aziende è stato chiesto di organizzarsi preventivamente.
Residenti e opposizione chiedono una revisione
Le proteste hanno coinvolto anche i residenti, che hanno segnalato difficoltà ulteriori rispetto a quelle già sperimentate nelle domeniche in cui via Firenze viene chiusa per le partite. Accompagnare i ragazzi a scuola, raggiungere appuntamenti già programmati e arrivare all’ospedale è diventato più complicato. Sul posto sono intervenute alcune pattuglie della polizia locale per gestire la chiusura e i disagi alla circolazione.
La questione è stata sollevata anche dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia Rocco Rizzo, che ha chiesto di rivedere le modalità con cui vengono organizzate le interdizioni stradali durante gli incontri sportivi. Secondo il consigliere, il diritto del Prato a disputare la partita deve conciliarsi con quello delle aziende di lavorare, movimentare le merci e far uscire i propri mezzi.
Rizzo ha proposto una pianificazione preventiva di percorsi alternativi, accessi e finestre orarie, sostenendo che le esigenze di sicurezza debbano essere affrontate con misure mirate e non con provvedimenti generalizzati. La richiesta è di tenere conto del carattere manifatturiero e commerciale di Prato nell’organizzazione delle future chiusure.