Carcere sotto pressione

Detenuto ferito a coltellate dopo una rissa alla Dogaia

Trasferimento urgente verso Careggi; il sindacato denuncia sovraffollamento e carenze d’organico.

Detenuto ferito a coltellate dopo una rissa alla Dogaia

Una violenta rissa tra detenuti è scoppiata nella serata del 16 agosto all’interno del carcere della Dogaia. L’episodio si è verificato poco prima delle 20 nel reparto di Media Sicurezza e ha coinvolto persone detenute di nazionalità magrebina. Al termine della colluttazione, un 28enne è stato colpito con una lama rudimentale.

Il ferito ha riportato una sospetta lesione al polmone ed è stato trasferito d’urgenza in codice rosso all’ospedale di Careggi. Il pronto soccorso di Prato, infatti, era stato chiuso in seguito alla tentata evasione di un altro detenuto magrebino. La fuga era stata bloccata da un agente della polizia penitenziaria, che aveva esploso un colpo di pistola.

L’allarme del sindacato

A riferire dell’accoltellamento è Francesco Oliviero, segretario nazionale del Sappe per la Toscana. Per il sindacato, quanto accaduto rappresenta un nuovo segnale delle difficoltà in cui versa il sistema penitenziario regionale. L’episodio arriva a meno di due settimane dall’omicidio di un detenuto, ucciso il 5 agosto dai compagni di cella.

Oliviero ha indicato nel sovraffollamento e nella carenza di personale due dei principali fattori di rischio. Secondo il rappresentante sindacale, gli agenti in servizio si sarebbero trovati a gestire una situazione particolarmente complessa con un organico non adeguato alle esigenze dell’istituto. Il Sappe sostiene inoltre che l’arrivo a Prato di numerosi detenuti, trasferiti dopo la chiusura di alcune sezioni del carcere di Sollicciano, abbia aggravato una condizione già delicata.

Le richieste alla struttura penitenziaria

Il sindacato torna quindi a chiedere un intervento urgente al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Tra le richieste figura lo sfollamento dei detenuti violenti e ad alta conflittualità attualmente ristretti nell’istituto pratese, anche attraverso trasferimenti fuori regione.

Il Sappe sollecita inoltre una ricognizione straordinaria degli organici della polizia penitenziaria in tutti gli istituti della Toscana. L’obiettivo indicato è aggiornare le piante organiche sulla base del numero dei detenuti presenti, delle caratteristiche delle strutture e del livello di problematicità registrato. La nuova aggressione riporta così l’attenzione sulle condizioni di sicurezza all’interno della Dogaia, mentre restano da chiarire la dinamica precisa della rissa e le responsabilità individuali.