Jonathan Targetti, consigliere comunale de L’Alternativa c’è, ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti sulla vicenda della struttura natatoria prevista a Iolo. L’iniziativa punta a verificare eventuali responsabilità per un possibile danno erariale e per eventuali profili penali legati alla revoca di 6,5 milioni di euro di fondi Pnrr e al mutuo da 9,5 milioni contratto dal Comune.
Il progetto, immaginato nel 2019 dall’amministrazione guidata da Matteo Biffoni e finanziato dal Pnrr nel 2022, avrebbe dovuto essere completato entro 620 giorni. I lavori, però, non sono mai iniziati. Secondo Targetti, non si tratta di un’opera incompiuta, ma di un intervento rimasto del tutto inesistente, nonostante l’aggiudicazione dell’appalto alla Ferraro spa e il coinvolgimento di Sport e Salute, società del ministero dell’Economia incaricata delle procedure di gara.
Le contestazioni sul progetto
Il consigliere sostiene di aver ricostruito la vicenda attraverso 27 atti pubblici allegati all’esposto. Tra gli elementi contestati c’è la collocazione, a circa tre metri e mezzo sotto il livello del terreno, dei locali tecnici e dei depositi chimici. Una scelta che, secondo quanto riferito, sarebbe stata criticata da Asl, Arpat, dai primi progettisti e successivamente anche da una società di Ancona interpellata dal Comune.
Le osservazioni riguarderebbero in particolare il rischio idrogeologico e le condizioni di salubrità degli ambienti. Targetti parla di rilievi mai superati, di dinieghi ignorati e di una procedura portata avanti, a suo giudizio, soprattutto per non perdere il finanziamento europeo e ottenere il mutuo. Il consigliere precisa comunque che non spetta alla sua parte indicare eventuali colpevoli e richiama il rispetto della presunzione di innocenza.
Dalla fattibilità alla revoca
Il progetto è rimasto in corso anche quando i tempi disponibili si erano ridotti. Nell’aprile 2025 la giunta guidata dalla sindaca Ilaria Bugetti approvò il progetto definitivo, attestando la fattibilità dell’opera in 289 giorni, rispetto ai 620 inizialmente previsti. A luglio dello stesso anno una determina dirigenziale impegnò 43.810 euro per il parere del Collegio consultivo tecnico. Per Targetti si sarebbe trattato di una spesa inutile, perché la realizzazione sarebbe già stata irrealizzabile.
In seguito, il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri ha ufficializzato la revoca del finanziamento Pnrr. Resta il mutuo acceso nel 2023, con rate e interessi a carico della comunità. Il sindaco Biffoni ha sostenuto che il Comune sia parte lesa, ricordando che l’affidamento dell’appalto era stato gestito da Sport e Salute. L’amministrazione ha inoltre annunciato proprie verifiche sulla vicenda.
L’esposto chiede alla magistratura contabile di accertare l’eventuale danno erariale e alla Procura diretta da Luca Tescaroli di valutare la presenza di profili penalmente rilevanti. Targetti ha parlato di circa cinquanta persone potenzialmente coinvolte tra amministratori, consiglieri, dirigenti, funzionari e società, senza attribuire responsabilità individuali. Saranno gli organi competenti a stabilire se vi siano state irregolarità e a individuare eventuali responsabili.
Sulla vicenda è intervenuto anche Claudio Stanasel, ex consigliere comunale della Lega, che ha rivendicato le interrogazioni presentate negli anni sui ritardi, sul cronoprogramma e sulle risorse Pnrr. Secondo Stanasel, le rassicurazioni ricevute in Consiglio comunale sarebbero state smentite dagli sviluppi successivi. L’ex consigliere ha quindi chiesto che chi abbia sbagliato, qualora le responsabilità vengano accertate, ne risponda.