Sono 1.150 le firme raccolte per chiedere il recupero di uno spazio pubblico nella zona di Galciana compresa tra via Mediterraneo, via Ligure, via Adriatico e via Ionio. La petizione, promossa da Anna Maria Dodaro e sostenuta dagli abitanti, punta a riportare decoro, sicurezza e vivibilità in un’area frequentata da circa duemila persone. La raccolta di adesioni è ancora aperta, ma i residenti chiedono che alle segnalazioni già inviate, anche tramite posta elettronica certificata, seguano interventi concreti.
Il problema riguarda il bacino idrico e gli spazi verdi circostanti. Il laghetto si è trasformato in un acquitrino, mentre il ponticello che collegava le due sponde è transennato perché dichiarato inagibile. Fontane e zampilli, un tempo caratteristici della zona, risultano degradati. Secondo gli abitanti, anche le aree adiacenti sono spesso trascurate e poco illuminate nelle ore serali, con ricadute sulla fruibilità e sulla percezione di sicurezza.
Competenze divise tra pubblico e privato
A rendere più complessa la soluzione della vicenda sarebbe anche la suddivisione delle responsabilità. In una risposta a una Pec, il comandante della polizia locale provinciale Michele Pellegrini avrebbe chiarito che la manutenzione del bacino e dell’impianto di fitodepurazione spetta al Supercondominio. La cura delle aree adiacenti, comprese staccionate, spazi verdi e piazzette, rientrerebbe invece nelle competenze dell’amministrazione comunale.
Secondo i firmatari, il rimpallo delle competenze ha contribuito a mantenere irrisolti i problemi dell’intera area. Nei primi anni dopo l’inaugurazione, il laghetto e il verde erano un punto di ritrovo per le famiglie. Oggi, raccontano i residenti, il degrado e la presenza di persone dedite ad attività di spaccio o comunque considerate problematiche hanno allontanato molti frequentatori, privando i bambini di uno spazio per giocare e il quartiere di un luogo di socialità.
La questione in Consiglio comunale
Sulla vicenda è intervenuta anche Elena Ganugi, esponente di Fratelli d’Italia, che ha annunciato di aver presentato una domanda d’attualità per il Consiglio comunale di giovedì 8 ottobre. L’obiettivo è chiedere all’amministrazione quali interventi intenda attuare e come intenda definire le competenze tra Comune e soggetti privati. Antonio Matteo Meoni, vicecoordinatore della Commissione Ambiente di ANCI Giovani Toscana, ha sostenuto che nel 2026 un’area inserita in un contesto urbano non dovrebbe essere lasciata in condizioni di degrado. I residenti chiedono ora che vengano individuate le responsabilità e avviati i lavori necessari per restituire alla zona decoro, sicurezza e vivibilità.