La decisione del Gispi di uscire dall’accordo di collaborazione con il Rugby Club Cavalieri e Sesto Rugby apre nuovi interrogativi sul futuro del movimento rugbistico pratese. L’intesa era stata raggiunta nelle scorse settimane, dopo mesi di trattative, ma la società presieduta da Fabrizio Bertocchi ha scelto di interrompere il percorso comune.
Gli effetti nell’immediato
Sul breve periodo, l’impatto dovrebbe essere limitato. La prima squadra dei Cavalieri esordirà il 18 ottobre nel campionato di Serie A1, al Montano, contro il Cus Torino. In Serie B, invece, la formazione cadetta bianconera e i Gispi Tigers si troveranno di fronte in un derby che, alla luce della separazione, potrebbe assumere un significato ulteriore rispetto al semplice risultato sportivo.
Non sono attese novità immediate nemmeno sul fronte delle giovanili. La formazione Under 16 del Gispi è affidata a Francesco Laurendi, ex giocatore dei Cavalieri, e a Roberto Fatica. Allo stato attuale, e salvo che il club non decida di allestire una squadra Under 18 per la stagione 2027/28, i migliori elementi dell’Under 16 continueranno ad avere la possibilità di approdare ai Cavalieri e di puntare, nel tempo, alla prima squadra.
Il nodo del vivaio
Negli ultimi anni, inoltre, i giocatori dei Cavalieri che non riuscivano a trovare spazio in Serie A hanno potuto proseguire il proprio percorso nella cadetta o nei Tigers. Questo meccanismo, almeno nel futuro prossimo, potrebbe rimanere invariato, anche se la fine dell’accordo formale rende meno definito il quadro delle collaborazioni tra le società.
Gli scenari più significativi potrebbero emergere nel medio e lungo periodo, in un arco compreso indicativamente tra cinque e dieci anni. Se i Tigers riuscissero a competere per la promozione in A2 o a conquistarla, avrebbero teoricamente il tempo necessario per far crescere e trattenere a Coiano una generazione di atleti che, in condizioni diverse, sarebbe probabilmente confluita nei Cavalieri.
Si tratta però di ipotesi legate ai risultati sportivi e alle scelte future dei club. Le due società restano al momento sulle rispettive posizioni, ma non è escluso che nei prossimi mesi o più avanti possano riavvicinarsi e valutare una nuova intesa. Il contesto generale rende il tema particolarmente delicato: il rugby italiano attraversa una fase di difficoltà economica, segnata da fallimenti e ridimensionamenti di diverse società.
In questo quadro, il modello costruito nell’ultimo decennio attraverso la collaborazione tra Gispi, Sesto e Cavalieri aveva rappresentato una risorsa per la formazione degli atleti e per la continuità del movimento sul territorio. La sua interruzione non produce necessariamente conseguenze immediate, ma potrebbe incidere sulla filiera nel lungo periodo, soprattutto se ciascun club dovesse sviluppare strategie autonome per il reclutamento, la crescita e la valorizzazione dei giovani.