La Luna del Raccolto ha raggiunto il culmine sabato 26 settembre alle 18.49, ora italiana, segnando il primo plenilunio successivo all’equinozio d’autunno. Il fenomeno è stato osservato anche da Prato, dove il fotografo Christian Bernardinelli ha immortalato il satellite naturale mentre brillava nel cielo serale.
Il plenilunio fotografato da Prato
Lo scatto realizzato nella serata del 26 settembre mostra il disco lunare, quasi completamente illuminato, incorniciato dalle sagome degli alberi. Il plenilunio di settembre è tradizionalmente considerato il più vicino all’equinozio d’autunno e, proprio per questo, sorge poco dopo il tramonto per più sere consecutive, mantenendo a lungo una forte luminosità.
La particolare posizione rispetto al Sole rende questo appuntamento riconoscibile anche per la rapidità con cui la luce naturale lascia spazio al chiarore lunare. In passato, prima della diffusione dell’elettricità, la luminosità notturna rappresentava un aiuto concreto per le attività agricole, consentendo di prolungare il lavoro nei campi oltre il crepuscolo.
Origine del nome e legame con i raccolti
Il nome Luna del Raccolto affonda le sue origini nelle antiche tradizioni contadine europee e dei nativi americani. La luce del plenilunio permetteva di completare la raccolta dei cereali tardivi e del mais prima dell’arrivo del gelo invernale. Il fenomeno era quindi legato soprattutto alla necessità di sfruttare ogni ora utile per mettere al sicuro i prodotti agricoli.
In Italia, cadendo nel periodo autunnale, il plenilunio è stato associato anche alla vendemmia e alla preparazione delle provviste per la stagione fredda. Secondo la tradizione popolare, lavorare nei vigneti sotto la luce della Luna piena avrebbe favorito raccolti più abbondanti e la produzione di vini di pregio. Si tratta di un legame culturale e folkloristico che accompagna il fenomeno astronomico.
Archiviato l’appuntamento di settembre, il prossimo plenilunio indicato nel calendario sarà la Luna del Cacciatore, attesa per il 26 ottobre 2026. Anche questa denominazione deriva da tradizioni anglosassoni e dei nativi americani: dopo la mietitura, i campi sgombri rendevano più semplice individuare gli animali in vista dell’inverno.