Cantiere comunale

Palazzo Pacchiani a Prato riaprirà nel 2027 con nuovi uffici

La struttura di via Mazzini accoglierà circa 90 dipendenti e una sala da 200 posti, grazie a uno stanziamento di 8,5 milioni.

Palazzo Pacchiani a Prato riaprirà nel 2027 con nuovi uffici

Dopo sette anni dall’avvio del cantiere, Palazzo Pacchiani si prepara a riaprire le porte. La conclusione dei lavori è prevista per dicembre 2027, come emerso durante il sopralluogo del 19 ottobre della commissione 3 Lavori pubblici del Comune di Prato, presieduta da Luca Vannucci della Lista Biffoni sindaco.

L’edificio di via Mazzini sarà destinato agli uffici comunali di urbanistica ed edilizia, oltre agli assessorati all’urbanistica e alle attività produttive. L’obiettivo è riunire servizi e dipendenti in ambienti più funzionali e contribuire alla riqualificazione di una parte del centro storico. L’investimento complessivo ammonta a 8,5 milioni di euro, finanziati nel 2017 attraverso i fondi destinati alla riqualificazione delle periferie.

Il recupero dell’area

A rallentare l’intervento sono stati la pandemia e, soprattutto, la complessità delle opere di recupero. Nel corso dei lavori, come hanno spiegato i tecnici Francesco Caporaso e Francesco Procopio, sono state rinvenute cisterne, pozzi e vasche sotterranee riconducibili all’attività del lanificio che occupava l’area negli anni Cinquanta, prima della successiva destinazione all’istituto Marconi.

Il progetto interessa la porzione posteriore del complesso, per una superficie di circa 6mila metri quadrati. Gli accessi saranno tre: da via Mazzini, da via del Carmine, vicino al dormitorio, e da via San Silvestro. I collegamenti resteranno aperti durante l’orario degli uffici, mentre la portineria sarà collocata sul lato di via del Carmine. Sono previste anche due piazze interne per migliorare i passaggi tra le strade circostanti.

Per realizzare la nuova sistemazione è stato demolito uno dei dieci edifici presenti nell’area, costruito negli anni Cinquanta. Al suo posto sorgerà una piazzetta tra via San Silvestro e via del Carmine. Nel recupero sono state conservate anche le colonnine in ghisa, elementi che fanno parte della storia del complesso.

Uffici, sala pubblica e allestimenti

Al piano terra tornerà l’Urban Center, con una sala da 200 posti, la più capiente tra quelle di proprietà comunale e seconda per dimensioni a quella della Camera di commercio. Al primo piano troveranno posto circa 90 dipendenti dei settori urbanistica ed edilizia, con soluzioni organizzative flessibili, oltre alla sala per le commissioni urbanistiche e agli uffici degli assessori.

Per completare l’allestimento degli ambienti saranno necessarie le gare per gli arredi, che dovrebbero essere avviate nei prossimi mesi. Si tratta di una fase successiva rispetto al cantiere e indispensabile per rendere operativa la nuova sede. Secondo il sindaco Matteo Biffoni, l’intervento consentirà di offrire spazi più adeguati a lavoratori e utenti, risparmiare sul canone dell’edificio di viale Vittorio Veneto, pari a circa 150mila euro l’anno, e riqualificare una zona del centro.

Resta esclusa dal progetto la parte più antica del palazzo, dove si trovava l’Urp della polizia locale, trasferito in via delle Badie. L’amministrazione ha però avviato una progettazione per valutare il possibile ritorno dello sportello dedicato al pubblico, con l’obiettivo di liberare ulteriore spazio per gli agenti nella sede delle Badie.

Durante la commissione sono state espresse anche critiche sulla durata dell’intervento. Gabriele Agati di Forza Italia e Claudio Belgiorno di Futuro Nazionale hanno contestato i tempi del cantiere, pur riconoscendo la qualità dei lavori. Carla Guerrini del Partito democratico ha invece ridimensionato la questione, osservando che in Italia i tempi delle opere pubbliche sono spesso lunghi.