La commissione 6 Controllo e garanzia del Comune di Prato è tornata a riunirsi sulla perdita dei fondi Pnrr destinati alla realizzazione della piscina di Iolo. La seduta precedente era saltata per l’assenza dei consiglieri di maggioranza, che aveva fatto mancare il numero legale. Alla seconda convocazione hanno partecipato i tecnici dell’amministrazione, mentre la parte politica, pur invitata, non era presente.
Davanti ai commissari sono intervenuti Paola Tognini, responsabile del Servizio avvocatura, Laura Magni del Servizio urbanistica e Stefano Daddi, responsabile unico del progetto. Il confronto, durato circa due ore, è stato segnato dalle tensioni tra maggioranza e minoranza sulle modalità di convocazione e di conduzione dei lavori. La maggioranza ha annunciato che il presidente del Consiglio comunale, Giacomo Sbolgi, interverrà per chiarire il ruolo della commissione.
Il confronto tra i consiglieri
Una parte consistente della seduta è stata dedicata allo scambio di accuse tra i gruppi consiliari. I consiglieri di maggioranza hanno contestato al presidente Aldo Godi un metodo ritenuto più vicino a una commissione inquisitoria che a un organismo di controllo e garanzia. Hanno inoltre criticato la mancata convocazione della parte politica. Questioni analoghe erano già emerse in occasione della seduta sull’aeroporto di Peretola, anch’essa rinviata per l’assenza dei consiglieri di maggioranza.
In apertura Godi ha riconosciuto che le modalità adottate potevano non aver favorito una corretta comprensione della vicenda, attribuendo a una propria inesperienza specifica la necessità di correggere il metodo. Simone Rizzuto, Marco Sapia, Sandra Mugnaioni e Maria Grazia Ciambellotti hanno chiesto un percorso più condiviso e il rispetto dei regolamenti, sostenendo che la commissione non dovesse trasformarsi in una sede simile a un’interrogazione. Mugnaioni ha inoltre criticato la pubblicazione di contenuti sui social con toni ritenuti aggressivi, poi rimossi.
Dalla minoranza, Godi ha spiegato che la scelta era stata quella di ascoltare prima i tecnici su una vicenda complessa e di convocare successivamente il sindaco. Ha precisato di non aver invitato l’assessore Romei perché in carica da pochi mesi e di aver rivolto al sindaco un invito per garbo istituzionale. Jonathan Targetti ha difeso l’autonomia del presidente e il ruolo del regolamento, mentre Cristina Attucci ha ricordato che la perdita del finanziamento Pnrr era stata ufficializzata a giugno e aveva già comportato una variazione di bilancio, riguardando quindi l’attuale legislatura.
La ricostruzione tecnica
Laura Magni ha ripercorso l’iter del progetto, richiamando quanto già riferito dal Rup Daddi. Il Comune, ha spiegato, ha gestito 25 appalti Pnrr, due dei quali superiori alla soglia dei cinque milioni di euro. Secondo la responsabile, tutti i procedimenti hanno presentato criticità e l’amministrazione si è confrontata con il sindaco, con il commissario e con il direttore generale. Per la piscina di Iolo sarebbero state inoltre effettuate più sollecitazioni alla ditta Ferraro, con un intervento anche della sindaca Bugetti.
Magni ha sostenuto che le attività sono state svolte nel rispetto del codice degli appalti e del contratto. Tognini, precisando di non poter entrare nei dettagli perché il rapporto contrattuale è ancora in essere, ha affermato che la decisione di proseguire è stata assunta nell’interesse dell’ente e non comprometterebbe la possibilità di chiedere un eventuale risarcimento.
Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere di Fratelli d’Italia Gianluca Banchelli, secondo il quale i 6,5 milioni di euro necessari per la nuova piscina di Iolo, dopo la perdita del finanziamento Pnrr, saranno coperti con risorse comunali. A questa cifra, ha aggiunto, si sommerebbero altri due milioni per la ristrutturazione della piscina di via Roma. Banchelli ha attribuito il costo complessivo, superiore agli otto milioni, alla programmazione dell’amministrazione comunale nell’ultimo decennio.