Oltre 1.200 famiglie pratesi ricevono il sostegno di Stremao, mentre le richieste di aiuto continuano ad aumentare. A rivolgersi all’associazione non sono soltanto persone prive di occupazione, ma anche nuclei in cui entrambi i genitori lavorano e gli stipendi non sono sufficienti per arrivare alla fine del mese.
La crescita dei bisogni si accompagna a una difficoltà economica per Stremao. La chiusura anticipata dell’Uliveta, avvenuta a settembre, ha infatti ridotto le risorse disponibili per l’acquisto di generi alimentari. Per l’associazione non si tratta soltanto di un mancato incasso, ma della possibilità concreta di non riuscire a garantire con continuità gli aiuti alle persone assistite.
La raccolta fondi nel negozio
Per recuperare risorse e proseguire le attività, Stremao organizzerà aperitivi solidali nel proprio negozio di via Filippino 16, a Prato. Il primo appuntamento è previsto per sabato 24 ottobre alle 16.30, con il coinvolgimento di cittadini e sostenitori. L’iniziativa punta a raccogliere fondi destinati soprattutto alla continuità degli aiuti alimentari.
“Oggi ci chiedono aiuto famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, ma gli stipendi non bastano più per arrivare a fine mese. È una povertà silenziosa che sta crescendo sotto i nostri occhi”, spiega il vicepresidente Mauro De Angelis. La situazione descritta dall’associazione riguarda quindi una fascia di popolazione più ampia rispetto a quella tradizionalmente associata alla mancanza di lavoro.
I progetti attivi sul territorio
Nonostante le difficoltà finanziarie, Stremao continua a portare avanti e ad ampliare i propri progetti. In due scuole di Prato è attivo l’Armadietto Sospeso, che mette a disposizione quaderni e materiale scolastico per gli studenti appartenenti a famiglie in difficoltà.
All’ospedale è invece presente l’Armadio della Solidarietà, attraverso il quale chi ne ha bisogno può ricevere una sacca con maglietta, pigiama, ciabatte e biancheria intima. L’associazione collaborerà inoltre al progetto ospedaliero Un’ora insieme, fornendo il materiale richiesto. La priorità resta però assicurare la disponibilità degli alimenti, in una fase in cui il numero delle richieste è in crescita.
“Siamo partiti da un garage e oggi aiutiamo oltre 1.200 famiglie. Non vogliamo fermarci, soprattutto adesso che il bisogno cresce. Ma per continuare ad aiutare gli altri abbiamo bisogno anche noi di essere sostenuti”, sottolinea Stremao, che affida agli appuntamenti di raccolta fondi una parte importante delle risorse necessarie per proseguire il servizio.