Lucrezia Domina, Emma Randellini e Sofia Biagi sono state tra le protagoniste dei campionati italiani di categoria disputati a Roma. Le tre atlete, originarie di Prato, hanno conquistato il titolo nazionale negli 800 metri, ma oggi risultano tesserate per una società sportiva esterna al territorio provinciale.
Il risultato più significativo è arrivato il 6 agosto, quando tutte e tre hanno chiuso al primo posto nelle rispettive categorie sulla stessa distanza. Sofia Biagi si è imposta tra le juniores, Lucrezia Domina ha vinto nella categoria cadette ed Emma Randellini ha primeggiato tra le senior. Un risultato di rilievo per il movimento natatorio pratese, ottenuto però da atlete che hanno scelto di proseguire la propria crescita agonistica lontano dalle società locali.
Un talento cresciuto sul territorio
Domina e Randellini, fino a poche stagioni fa, erano considerate tra le nuotatrici più promettenti dell’Azzurra. La loro affermazione, insieme a quella di Biagi, arricchisce il palmarès sportivo della provincia, ma evidenzia anche una difficoltà sempre più evidente: trattenere i migliori talenti all’interno delle realtà pratesi.
Le società del territorio continuano a svolgere un ruolo importante nell’avvicinamento dei più giovani alla disciplina e nella formazione dei potenziali agonisti. Quando però arriva il momento di affrontare passaggi tecnici più impegnativi, le atlete possono prendere in considerazione proposte provenienti da club situati a poche decine di chilometri di distanza. La scelta, secondo il quadro descritto, è legata alla possibilità di completare nel modo ritenuto più adeguato il proprio percorso di maturazione.
Il nodo degli impianti
Tra i fattori indicati c’è anche la disponibilità delle strutture sportive. Le piscine pratesi, a partire da quella di via Roma, hanno dovuto fare i conti negli ultimi anni con chiusure improvvise e con la necessità di ricollocare le attività altrove. Per chi svolge nuoto agonistico, continuità degli allenamenti e qualità degli impianti rappresentano condizioni fondamentali per la crescita.
Il confronto con il passato rende ancora più evidente il cambiamento. Nei primi anni Duemila la Futura riusciva a trattenere un atleta di livello internazionale come Andrea Righi, mentre nel 2017 Gioele Origlia, poi campionessa italiana nei 100 stile, era rimasta tesserata per la stessa società. Oggi, invece, le tre campionesse degli 800 metri gareggiano per H.Sport, confermando la distanza tra il talento espresso in provincia e la capacità delle società locali di accompagnarlo fino ai livelli più alti.
Il tema si lega anche alla realizzazione dello Stadio dell’Acqua, indicata come una possibile risposta alle esigenze del movimento. L’obiettivo sarebbe creare condizioni adeguate per consentire ai migliori nuotatori e alle migliori nuotatrici del territorio di allenarsi e crescere senza dover lasciare la provincia.