Prosa contemporanea

Una storia di partenze e ritorni tra città e montagne

Due figure affrontano lavoro, convivenza, separazione e ricerca di autonomia attraverso ricordi, sentieri e nuove scelte.

Una storia di partenze e ritorni tra città e montagne

Il testo di Sandro Battaglia segue le traiettorie parallele di una donna e di un uomo, raccontandone ricordi, inquietudini e trasformazioni attraverso una narrazione frammentata. Il paesaggio oscilla tra Prato, le strade della pianura e le montagne, mentre il presente dei protagonisti si intreccia continuamente con l’infanzia e con le aspettative che hanno accompagnato la loro crescita.

La donna corre lungo un percorso conosciuto, affrontando il settimo chilometro con le cuffie nelle orecchie e il battito accelerato. Il passaggio dai giardinetti di Mezzana riapre il ricordo degli anni trascorsi a Prato dopo l’arrivo da Trento, città legata alla figura del padre e alle cime osservate dal terrazzo di casa. Nel presente lavora dietro il bancone di un locale, occupandosi di fornitori, stoviglie e incombenze diventate responsabilità quotidiane senza una scelta esplicita.

Memorie di una vita condivisa

L’uomo viene invece mostrato in bicicletta, lungo le strade dell’infanzia, tra la scuola, i giardini e il quartiere da cui si è allontanato. La bicicletta del padre, i passi contati per raggiungere la casa dell’amico Enzo e i progetti immaginati da bambino compongono il ritratto di una sicurezza progressivamente sgretolata. Nel suo appartamento disordinato, tra vestiti sul pavimento e oggetti accumulati, emergono la fatica di affrontare il presente e il desiderio, ancora incerto, di costruire un futuro diverso.

La relazione tra i due si sviluppa attraverso la montagna, terreno familiare per lei e mondo osservato da lontano per lui. I sentieri della Calvana e delle Alpi diventano il luogo della convivenza, delle regole imparate insieme e delle differenze che non riescono a essere colmate. Lei procede con passo costante, mentre lui fatica ad ammettere la stanchezza. Le loro esperienze condivise sopravvivono nei ricordi anche quando la vita comune si avvia alla conclusione.

La separazione arriva dopo una decisione maturata in silenzio. Lei invia un curriculum, sostiene un colloquio senza informarlo e sceglie di partire per conquistare uno spazio personale. Il confronto nella casa della madre è segnato dalla rabbia, dalla tristezza e dalla consapevolezza che la relazione è arrivata al termine. Seguono un’ultima notte insieme, l’abbraccio dei saluti e il rinvio della divisione degli oggetti. Sul treno, con uno zaino da ottanta litri nel vano bagagli, la donna attraversa la pianura padana e guarda il paesaggio avvicinarsi alle Alpi.

Un nuovo passo

Nella parte conclusiva la protagonista lavora in un rifugio d’alta quota. È il suo trentesimo giorno oltre i 2.500 metri: prepara la colazione, accoglie gli escursionisti e condivide il lavoro con le persone della cucina. Nei momenti liberi affronta i sentieri dell’altopiano, deciso a raggiungere tutte le quattordici cime che lo circondano. Durante una salita porta con sé gli insegnamenti del padre e procede senza trasformare il cammino in una gara.

Raggiunta la settima cima dell’estate, lascia lo zaino, osserva il panorama e si concede un momento di commozione. Il ritorno al rifugio, annunciato dalle nuvole, non rappresenta una conclusione definitiva, ma il segno di una nuova fase. Il brano si chiude così sul tema dell’autonomia: cambiare luogo, lavoro e abitudini non cancella il passato, ma può permettere di scegliere con maggiore consapevolezza chi diventare.

Sandro Battaglia, nato a Firenze il 26 gennaio 2001, accompagna il testo con una breve nota autobiografica che richiama l’infanzia, la cultura popolare e la formazione in Scienze Politiche. Il racconto mantiene al centro la ricerca di una direzione personale, tra legami affettivi, memoria familiare e paesaggi dell’Appennino e delle Alpi.