Lo Stadio dell’Acqua di Iolo torna al centro del confronto politico a Prato. Il tema è stato discusso dalle commissioni consiliari 3 e 5, riunite in seduta congiunta, con posizioni diverse sull’iter dell’opera, sulle risorse necessarie e sui tempi di realizzazione. Il sindaco Matteo Biffoni ha ricostruito le tappe che hanno portato alla scelta del nuovo impianto, mentre il consigliere Jonathan Targetti ha rilanciato le contestazioni sui costi e sulle modalità di approvazione.
La ricostruzione dell’amministrazione
Biffoni ha fatto risalire l’origine del percorso al 2014, quando l’amministrazione iniziò a valutare le condizioni degli impianti natatori cittadini. Particolare attenzione era stata riservata alla piscina di via Roma, utilizzata per pallanuoto, nuoto sincronizzato e attività agonistica, ma considerata fragile sotto il profilo strutturale. Tra le ipotesi era stata presa in esame anche la copertura dell’impianto, con una spesa stimata in circa 8 milioni di euro, soluzione descritta dal sindaco come un intervento temporaneo.
Nel 2019 il percorso ha subito un rallentamento, anche a causa della pandemia. Successivamente, insieme alle associazioni sportive, ha preso forma l’idea di costruire a Iolo una nuova piscina inserita in una cittadella dello sport, accanto agli spazi destinati a rugby, calcio e calcetto. Il costo iniziale era stato stimato in 13 milioni di euro. In seguito l’assessore Vannucci aveva individuato la possibilità di ottenere 6,5 milioni dal Pnrr. Biffoni ha ricordato di avere lasciato l’amministrazione nel marzo 2024 ritenendo che il percorso fosse ormai definito, ma ha poi parlato della perdita del contributo e della necessità di valutare eventuali responsabilità.
Il sindaco ha annunciato che la revoca del finanziamento ministeriale non fermerà la realizzazione dell’opera. Secondo quanto riferito in commissione, l’amministrazione intende tornare al piano strategico originario e proseguire con il nuovo polo natatorio. L’obiettivo dichiarato è dotare la città di una struttura destinata alle società sportive e, in prospettiva, riqualificare la piscina di via Roma, restituendole la funzione di parco acquatico estivo. Biffoni ha inoltre riferito che la vicenda sarà sottoposta agli uffici legali e che la perdita di fondi Pnrr comporterà gli accertamenti previsti, compreso il possibile coinvolgimento della Corte dei Conti.
Le contestazioni su spesa e tempi
Prima della seduta, Targetti aveva criticato l’iter seguito dal Comune, sostenendo che per arrivare all’apertura dell’impianto potrebbero servire tra 21,6 e 23,5 milioni di euro e tempi più lunghi rispetto alle previsioni. Il consigliere ha contestato anche l’approvazione del progetto in 24 ore, ritenendo che siano state adottate forzature per evitare il rischio di danno erariale. Nel testo viene citata la verifica effettuata dal raggruppamento Inarcheck/NO GAP Controls, che il 30 luglio 2026 avrebbe rilevato la non conformità del progetto rispetto a cinque requisiti, con osservazioni sul quadro economico, sulle possibili varianti e sulla conclusione dei lavori.
Le criticità richiamate riguardano anche fondazioni, copertura, tribune e prescrizioni dei vigili del fuoco. Secondo le stime riferite da Targetti, i lavori potrebbero richiedere altri 18-24 mesi rispetto alla scadenza iniziale indicata per luglio 2028. Nel confronto consiliare Claudio Belgiorno ha chiesto chiarimenti sul periodo della giunta Bugetti e sulle eventuali responsabilità, mentre Elena Ganugi ha posto domande sui costi energetici e sulla gestione dell’impianto. Cristina Attucci ha chiesto informazioni sul recupero della vecchia piscina di Iolo. Dai banchi della maggioranza Carla Guerrini ed Edoardo Carli hanno difeso la scelta di proseguire, così come i presidenti delle commissioni Luca Vannucci e Pasquale Palumbo hanno ribadito l’importanza dell’opera per la città.
Il progetto prevede al piano terra la vasca, gli spogliatoi, l’ingresso del pubblico, una zona ristoro, depositi e locali di servizio. La vasca sarà lunga 51,50 metri e dotata di un ponte mobile per ottenere due vasche da 25 metri, con dieci corsie e una profondità di 2,50 metri. Sono previsti 888 posti, di cui nove riservati a persone con disabilità. Nel piano interrato troveranno posto gli ambienti tecnici. Restano da definire anche gli interventi sulla viabilità e sui parcheggi dell’area, che secondo quanto spiegato da Biffoni dovranno essere adeguati alla presenza del nuovo impianto.