Caso sanitario

Paziente fragile, da Prato alla retta privata di 135 euro

L’amministratore di sostegno denuncia ritardi, passaggi frammentati e il peggioramento delle condizioni dell’assistito

Paziente fragile, da Prato alla retta privata di 135 euro

Un uomo con fragilità psichiche, seguito da anni dai servizi sociali e assistito da un amministratore di sostegno nominato dal tribunale di Prato, si è trovato a dover affrontare un trasferimento tra strutture residenziali, ricoveri ospedalieri e una retta privata di 135 euro al giorno. La vicenda, segnalata dall’avvocata Paola Faggioli, evidenzia le difficoltà di coordinamento tra servizi territoriali, strutture sanitarie e autorità giudiziaria.

Il trasferimento dalla struttura pratese

L’uomo, affetto da schizofrenia, era stato accolto nel 2020 in una rsa di Prato, dove nel tempo aveva costruito relazioni e trovato un ambiente conosciuto. Nel 2022 il tribunale aveva nominato amministratore di sostegno l’avvocata Faggioli. La situazione è cambiata nel 2024, quando sono comparsi episodi di aggressività e irrequietezza, accompagnati da alcuni allontanamenti volontari dalla struttura e dai successivi rientri.

Dopo un nuovo episodio, l’Unità di valutazione multidisciplinare, composta da medici e assistenti sociali, ha proposto il trasferimento urgente in una struttura dotata di un modulo cognitivo comportamentale. Secondo quanto riferito dall’amministratrice, la riunione si sarebbe svolta senza il suo coinvolgimento. Faggioli ha quindi scritto al giudice tutelare, sottolineando che nella provincia di Prato non risultavano disponibili strutture con quelle caratteristiche.

La soluzione individuata ha comportato lo spostamento del paziente in provincia di Pistoia, sulla Montagna pistoiese, per un periodo previsto di sei mesi. L’avvocata ha evidenziato anche le conseguenze amministrative del cambio di provincia, tra cui la modifica del medico di base, del domicilio sanitario e della residenza. Tra le ipotesi alternative era stato valutato l’utilizzo di un braccialetto Gps per monitorare gli spostamenti, ma il trasferimento è stato comunque autorizzato dal giudice.

La richiesta di rientro e la retta

Nel 2026, il paziente ha trascorso poco tempo nella nuova struttura a causa di ripetuti ricoveri ospedalieri. L’amministratrice di sostegno ha segnalato un peggioramento delle condizioni fisiche e del quadro generale, chiedendo il ritorno nella rsa pratese. L’istanza è stata accolta e il rientro era stato fissato per il 17 agosto, ma un problema di salute ha spinto la struttura a non riaprire temporaneamente le porte all’ospite.

L’uomo è così rimasto nella struttura in provincia di Pistoia, che nel frattempo non ha più garantito il servizio in convenzione. La permanenza è quindi proseguita a pagamento, con una spesa giornaliera di 135 euro. Faggioli ha scritto ai diversi uffici coinvolti, cercando anche il nuovo assistente sociale assegnato al caso, nel frattempo cambiato, e sollecitando una soluzione.

Per l’avvocata, il caso non va affrontato in termini pietistici, ma come esempio di una criticità organizzativa. Il problema, sostiene, riguarda la frammentazione dei passaggi, il frequente avvicendamento degli interlocutori e la dispersione delle responsabilità quando i servizi si occupano di persone con gravi fragilità psichiche. La richiesta è di costruire una progettazione condivisa e canali di comunicazione più rapidi, per evitare che i costi delle inefficienze ricadano sui pazienti più vulnerabili.