Matteo Biffoni ha riunito a Prato i principali esponenti della componente riformista del Partito Democratico per chiedere un rilancio dell’identità e delle proposte del partito. L’iniziativa, intitolata Cambiare, si è svolta alla Casa del Popolo di Coiano e ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’europarlamentare Giorgio Gori e del senatore Pd Graziano Delrio.
Dal palco Biffoni ha rivolto un appello a occuparsi non soltanto della città e della comunità, ma anche del futuro del partito. Il sindaco ha richiamato i dati Ipsos pubblicati sul Corriere della Sera, secondo i quali il Pd sarebbe sceso sotto il 20 per cento, definendo il risultato un campanello d’allarme. Da qui la necessità, secondo il promotore dell’incontro, di riportare al centro dell’agenda politica alcuni temi rimasti finora ai margini.
Il confronto con Avs e M5S
Biffoni ha sostenuto che i riformisti debbano lavorare all’interno del Pd per fare delle proprie proposte un patrimonio condiviso. Il rischio denunciato è che l’offerta politica del partito finisca per appiattirsi o confondersi con le posizioni di Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle, lasciando scoperti alcuni nodi considerati decisivi. Tra questi, il sindaco ha indicato il sostegno all’Ucraina, un ambientalismo compatibile con le esigenze delle imprese e la gestione dell’immigrazione.
Nel suo intervento, Biffoni ha collegato il ragionamento anche alla realtà della città che amministra. Prato, ha ricordato, ha superato il 25 per cento di residenti nati all’estero, provenienti da 121 Paesi. Il sindaco ha definito la città una casa comune da rendere sempre più ampia, inclusiva e capace di accogliere nuove persone, ribadendo la volontà di continuare a lavorare su questo terreno.
Alleanze e primarie
Rispondendo ai cronisti sull’ipotesi che una parte del Pd possa puntare a escludere i riformisti dalla coalizione, Biffoni ha definito questa eventualità una follia. Per il sindaco, il centrosinistra deve allargare il proprio campo se vuole vincere le elezioni, evitando di consegnare il Paese e il Quirinale a Giorgia Meloni e al centrodestra. L’obiettivo indicato è rendere competitiva la coalizione attraverso uno sforzo politico ampio.
Giorgio Gori ha spiegato che l’eventuale presenza di una voce riformista alle primarie sarebbe positiva, ma ha escluso che questo fosse il tema centrale dell’incontro. Graziano Delrio ha invece sottolineato la necessità di presentarsi ai tavoli programmatici con un’identità definita, pur cercando punti di convergenza con gli alleati. Secondo il senatore, la scelta del candidato spetta ai segretari, mentre le primarie possono rappresentare uno strumento di partecipazione. Delrio ha indicato la preferenza per un doppio turno esclusivamente ai gazebo, senza voto online, sostenendo che non si debba avere paura della pluralità delle proposte di governo.