Secondo tentato furto in appena tre mesi ai danni della gioielleria Giorgini, in via Gaddi, traversa di viale Montegrappa a Prato. L’allarme è scattato intorno alle 4.45 del 30 settembre 2026, facendo intervenire il servizio di vigilanza privata collegato all’attività e, poco dopo, due volanti della polizia.
A interrompere l’azione dei malviventi è stato anche un vicino, svegliato dai rumori provenienti dal negozio. L’uomo si è affacciato e ha iniziato a urlare, costringendo i ladri a desistere e ad allontanarsi. Secondo una prima ricostruzione, il gruppo era composto da cinque persone, che parlavano francese e si sarebbero mosse a bordo di un’auto grigia.
Danni alla saracinesca e alla vetrina
I danni provocati all’attività sono comunque ingenti. La saracinesca è stata sollevata, mentre la centralina utilizzata per azionarla è stata divelta. Anche il vetro della vetrina è stato sfondato. Uno dei responsabili sarebbe riuscito quasi a entrare nel negozio, ma le urla del vicino lo avrebbero fatto fuggire insieme agli altri componenti del gruppo.
La titolare Fatima Zahara ha spiegato che l’azione è durata pochi minuti e che, con ogni probabilità, i ladri hanno utilizzato attrezzature che potrebbero essere state rubate ai vigili del fuoco. La commerciante ha riferito di aver aperto l’attività a gennaio del 2026 e di essere già stata presa di mira due volte, ipotizzando che il negozio possa essere stato scelto anche perché svolge attività di compro oro.
Il precedente nella vecchia attività
La titolare ha inoltre ricordato un episodio avvenuto in passato, quando gestiva una gioielleria alla Cittadella. In quella sede, ha raccontato, aveva subito prima un furto e poi una rapina, fino alla decisione di chiudere l’attività. Il nuovo tentato colpo riporta quindi alla memoria una precedente esperienza criminale, mentre anche nella sede di via Gaddi restano da quantificare con precisione i danni.
Le indagini sono affidate alla polizia, intervenuta sul posto per gli accertamenti e per ricostruire la dinamica. Gli investigatori dovranno chiarire il numero esatto dei partecipanti, le modalità utilizzate per danneggiare l’ingresso e la vetrina, oltre alla direzione presa dall’auto grigia dopo la fuga.