Tensioni politiche

Rifiuti, opposizioni contro il rinvio del Consiglio su Ato e Plures

Il ricorso davanti al Tar e il futuro del vertice alimentano il confronto sui costi per famiglie e imprese.

Rifiuti, opposizioni contro il rinvio del Consiglio su Ato e Plures

Le opposizioni del Comune di Prato chiedono di riconvocare il Consiglio comunale straordinario dedicato alla gestione dei rifiuti, dopo l’annullamento della seduta inizialmente prevista per il 27 ottobre. Al centro del confronto ci sono il ricorso presentato da Plures al Tar contro la delibera di Ato Toscana Centro sulle tariffe fino al 2029, le possibili ricadute economiche e il ruolo del sindaco Matteo Biffoni nei due organismi.

La seduta era stata rinviata in attesa del rinnovo del consiglio di amministrazione di Plures, atteso entro metà novembre. La decisione ha riacceso le critiche delle minoranze, che chiedono chiarimenti sul contenzioso tra la multiutility e l’ente regolatore, sulle eventuali conseguenze per famiglie e imprese e sulle responsabilità politiche nella gestione del servizio.

La richiesta di riconvocazione

Jonathan Targetti, consigliere comunale de L’Alternativa C’è, ha presentato un’istanza formale per chiedere una nuova convocazione dell’aula. Insieme all’istanza ha depositato anche una mozione che propone l’uscita del Comune di Prato dalla compagine sociale di Plures. Il consigliere contesta le modalità con cui è stato comunicato l’annullamento, attraverso una breve email, senza indicare se si tratti di annullamento, revoca o rinvio, né citare una norma o fissare una nuova data.

Secondo Targetti, la decisione penalizza anche i gruppi di maggioranza, che avevano contribuito a chiedere la seduta. Il consigliere accusa inoltre il presidente del Consiglio comunale di assecondare le esigenze del sindaco, sostenendo che l’assemblea venga convocata soltanto quando è utile all’amministrazione.

Le critiche a Biffoni

Fratelli d’Italia, con il capogruppo Cosimo Zecchi e la consigliera Cristina Attucci, ha rinnovato la richiesta di convocazione. I due consiglieri contestano a Biffoni di aver definito il rapporto tra Plures e Ato un cortocircuito istituzionale senza considerare gli incarichi e le responsabilità che gli attribuiscono: il sindaco è vicepresidente di Ato, rappresenta il secondo socio di Plures, ne ha indicato il vicepresidente ed è delegato Anci per i servizi pubblici locali.

La vicenda, spiegano Zecchi e Attucci, riguarda una partita da 65 milioni di euro e potrebbe produrre effetti sulle bollette. I consiglieri ricordano di aver depositato il 7 settembre la richiesta di Consiglio straordinario, accompagnata da una mozione sugli impianti e sulla Tari. Attucci chiede che il confronto si svolga prima del rinnovo del vertice di Plures, affinché la linea dell’amministrazione venga illustrata in aula.

Anche Gianluca Banchelli, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, parla di uno stallo attribuito alla mancanza di risposte da parte della Regione e alla ricerca di equilibri politici nel centrosinistra. Per Banchelli, il rinvio dell’assemblea è collegato alla mancata definizione degli assetti societari e rischia di lasciare irrisolte le questioni che riguardano il servizio pubblico.

Critiche arrivano infine dalla deputata di Forza Italia Erica Mazzetti, secondo cui la situazione di Plures è responsabilità soprattutto del Partito Democratico e Biffoni non può sottrarsi al confronto. Mazzetti chiede discontinuità al vertice della multiutility e sostiene che la gestione unitaria dei servizi pubblici resti una scelta condivisibile, ma non possa proseguire nelle condizioni attuali e senza la quotazione in Borsa.