Tariffe ambientali

Azione Prato chiede un accordo sui rifiuti prima del Tar

La formazione sollecita Giani a convocare Regione, amministratori dell’Ambito e gestore per definire costi e investimenti 2026-2029.

Azione Prato chiede un accordo sui rifiuti prima del Tar

Azione Prato chiede alla Regione Toscana e ai Comuni dell’Ambito di avviare una mediazione con Plures prima della pubblicazione della sentenza del Tar Toscana sul ricorso presentato dalla multiutility. La richiesta è stata avanzata il 4 novembre 2026 dal commissario provinciale Luca Venturella e dal vice Vincenzo Ravone, con l’invito al presidente della Regione Eugenio Giani a promuovere un tavolo istituzionale.

Al centro del confronto c’è la delibera con cui Ato Toscana Centro ha approvato la proposta tariffaria per il servizio di gestione dei rifiuti relativa al periodo 2026-2029. Plures ha impugnato il provvedimento davanti al tribunale amministrativo, contestando le modalità con cui sono state considerate le spese per gli investimenti già realizzati e quelle previste nei prossimi anni.

La richiesta di un tavolo istituzionale

Secondo Azione Prato, l’obiettivo della mediazione dovrebbe essere concordare sia il riconoscimento degli investimenti effettuati sia il programma di quelli futuri, evitando che la controversia produca ulteriori ricadute sulle comunità locali. Il partito sostiene che il confronto debba coinvolgere i sindaci dell’Ambito e gli amministratori di Plures, riportando la politica al centro delle decisioni sulla gestione del ciclo dei rifiuti.

Nel ricorso, riferiscono Venturella e Ravone, Plures avrebbe contestato ad Ato Toscana Centro il mancato esercizio delle funzioni di programmazione e il rispetto dei principi di buona fede e leale collaborazione nell’esecuzione del contratto di servizio. Azione Prato collega la vicenda alla difficoltà dell’Ambito di garantire lo smaltimento del 100% dei rifiuti prodotti nel territorio di competenza.

La mancata autosufficienza, secondo la ricostruzione del partito, comporterebbe costi aggiuntivi per il trasferimento dei rifiuti verso altri Ambiti o fuori regione. Allo stesso tempo, viene contestato ad Ato di non aver individuato gli impianti necessari a chiudere il ciclo dei rifiuti e di aver chiesto al gestore una riduzione dei costi, negando il rimborso di investimenti già realizzati e ridimensionando il piano previsto per il futuro.

Il nodo dell’eventuale uscita di Prato

Azione Prato interviene anche sull’ipotesi di un’uscita del Comune di Prato da Plures, giudicandola contraria agli interessi dei cittadini e priva di vantaggi certi sul piano tariffario. La quota detenuta dall’amministrazione, pari al 18,50% del capitale sociale, potrebbe essere ceduta soltanto agli altri soci pubblici o con il loro gradimento, mentre il recesso sarebbe possibile nei casi previsti dalla legge.

Il partito evidenzia inoltre il rischio che la liquidazione della partecipazione avvenga al valore di mercato, al netto dei debiti, con una possibile svalutazione dei conferimenti effettuati dal Comune. In caso di uscita, aggiunge Azione, l’amministrazione dovrebbe riorganizzare i servizi affidati finora a Plures e procedere a una gara, confrontandosi con i principali operatori nazionali del settore.

Resterebbero da definire anche lo smaltimento dei rifiuti, l’acquisto dei mezzi, il trasferimento del personale e l’eventuale costituzione di una nuova società municipalizzata. Per Venturella e Ravone, prima di assumere decisioni sulla partecipazione di Prato è quindi necessario affrontare il contenzioso e il futuro della gestione attraverso un confronto tra istituzioni e gestore.