Il Comune di Prato e il Tavolo di Distretto, organismo che riunisce amministrazione, categorie economiche e sindacati, hanno rinnovato la loro presenza a Ecomondo 2026, la fiera internazionale dedicata all’economia circolare in corso a Rimini. All’interno dell’area Textile District, il territorio pratese presenta le proprie esperienze nel riciclo tessile, nella sostenibilità urbana e nella gestione dei materiali, con l’obiettivo di portare il confronto sul futuro della manifattura anche a livello nazionale ed europeo.
La transizione del comparto
Nella giornata inaugurale, martedì 3 novembre, si è svolto l’incontro Prato Net Zero Textile District: la rotta verso la decarbonizzazione. Al centro del dibattito c’è stato il percorso avviato dal distretto per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica senza compromettere la competitività delle imprese e i livelli occupazionali.
Il sindaco Matteo Biffoni ha ribadito che il distretto tessile pratese, indicato come il più grande d’Europa, non intende rinunciare alla propria identità manifatturiera. Secondo l’amministrazione, sostenibilità e neutralità climatica devono essere integrate con la tutela del lavoro e della capacità produttiva, evitando che la transizione si traduca in un semplice costo per le imprese. Per sostenere questo processo, il Comune chiede investimenti mirati, norme specifiche e risorse finanziarie da parte delle istituzioni italiane ed europee.
Regole e sostegni per le imprese
La successiva tavola rotonda, dal titolo Decarbonizzare senza deindustrializzare: The Prato Value Proposition, ha coinvolto l’amministrazione e le componenti economiche del Tavolo di Distretto. L’assessora all’innovazione e allo sviluppo economico Benedetta Squittieri ha illustrato i risultati del progetto Net Zero District e l’impiego di 10 milioni di euro destinati al comparto.
Al confronto hanno partecipato Fabia Romagnoli, presidente di Confindustria Toscana Nord, Moreno Vignolini, presidente nazionale di Confartigianato Moda e vicepresidente vicario di Confartigianato Imprese Prato, e Cinzia Grassi, direttrice generale di CNA Toscana Centro. Tra le proposte emerse figurano regole comuni su ecodesign, responsabilità estesa del produttore, passaporto digitale di prodotto e criteri End of Waste. Le organizzazioni hanno inoltre richiamato la necessità di agevolazioni fiscali, compresa una possibile riduzione dell’Iva sui materiali riciclati certificati, e di misure per contenere l’impatto dei rincari energetici.
La partecipazione alla fiera di Rimini è stata utilizzata anche per rilanciare i contenuti del Position Paper 2026, documento condiviso dalle parti sociali del Tavolo di Distretto. Nello stand sono state presentate inoltre alcune infrastrutture e iniziative del territorio, tra cui il Textile Hub realizzato da Plures spa.
L’impianto, inaugurato a luglio 2026, può selezionare e avviare al riuso fino a 33.000 tonnellate di rifiuti tessili all’anno, attraverso sistemi di tracciamento e selezione delle fibre. È rappresentata anche l’associazione Cardato riciclato pratese, impegnata nel percorso per ottenere l’Indicazione geografica protetta per la propria produzione.