Scontro in aula

Plures, a Prato si divide anche l’opposizione

Sul contenzioso con Ato Toscana Centro, i gruppi votano atti differenti e riemergono le tensioni sulle tariffe.

Plures, a Prato si divide anche l’opposizione

Il confronto in Consiglio comunale a Prato sul contenzioso tra Plures Spa e Ato Toscana Centro ha confermato la distanza tra maggioranza e opposizione, evidenziando però anche le divisioni interne ai gruppi di minoranza. I consiglieri hanno infatti assunto posizioni diverse sui due ordini del giorno dedicati alla controversia e alla tutela delle tariffe del servizio rifiuti.

Jonathan Targetti, esponente de L’Alternativa c’è, ha votato a favore del documento presentato dal proprio gruppo, relativo al ricorso di Plures al Tar contro Ato Toscana Centro, e contro quello depositato dal centrodestra. L’atto di Fratelli d’Italia e Forza Italia chiedeva indirizzi per il superamento della vertenza, il ritiro del ricorso e garanzie per gli utenti. Sul documento di Targetti, FdI e Forza Italia si sono astenute, mentre la lista Belgiorno sindaco Futuro Nazionale ha votato contro.

La posizione della maggioranza

Il sindaco Matteo Biffoni ha ribadito la volontà di favorire un’intesa tra Plures e Ato Toscana Centro, evitando che il confronto prosegua nelle aule giudiziarie. Secondo il primo cittadino, l’amministrazione dovrà valutare ogni scelta sulla base della tutela dei cittadini, degli effetti sui servizi e delle ricadute sui conti pubblici.

Biffoni ha inoltre difeso la strategia della Multiutility e l’obiettivo di rafforzare il ruolo della Toscana nella gestione dei servizi. A suo giudizio, la costruzione di un soggetto di dimensione regionale rappresenta una scelta strategica, mentre l’alternativa sarebbe limitarsi al ruolo di clienti. La discussione si inserisce nelle tensioni già emerse sulla convocazione del consiglio straordinario, sulla data della seduta e sull’ipotesi di invitare il nuovo consiglio di amministrazione della società.

Le critiche del centrodestra

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Cosimo Zecchi e Gianluca Banchelli hanno contestato la bocciatura dell’ordine del giorno del centrodestra. La proposta chiedeva l’apertura di un tavolo tra Plures e Ato, con l’impegno a evitare aumenti della tariffa a carico degli utenti, qualunque fosse stato l’esito della controversia.

Zecchi ha criticato anche il ruolo svolto dal Consiglio comunale, sostenendo che il sindaco debba riferire direttamente all’aula quando è chiamato ad assumere una posizione. Il capogruppo ha inoltre accusato L’Alternativa c’è di essersi nuovamente allineata alla maggioranza, parlando di una scelta legata alla ricerca di visibilità.

La consigliera Cristina Attucci ha invece concentrato le sue critiche sulla gestione di Plures. Ha richiamato i ritardi nella programmazione, il mancato rinnovo dei vertici e l’assenza di un piano degli investimenti approvato. Tra i dati citati, l’aumento dell’indebitamento di quasi 300 milioni di euro in un anno e la crescita dell’8,5 per cento della Tari per le utenze domestiche a Prato, a fronte di una media d’ambito del 6,7 per cento.

Per Attucci, la realizzazione degli impianti necessari a chiudere il ciclo dei rifiuti deve essere accompagnata da una riorganizzazione della società e da una riduzione delle ingerenze politiche. Il capogruppo di Forza Italia Gabriele Agati ha chiesto risposte sulla costituzione del Comune nel giudizio promosso da Plures, sulla tutela delle tariffe e sulla possibilità di indicare un manager nel consiglio di amministrazione al posto di un esponente politico.

Targetti ha infine criticato entrambi gli schieramenti, sostenendo che i due ordini del giorno convergano sulla necessità di realizzare impianti capaci di produrre energia dai rifiuti, con un possibile riferimento anche al termovalorizzatore. Il consigliere ha inoltre richiamato l’aumento del debito di Plures, passato da 672 milioni a oltre 1,1 miliardi di euro in due anni, e la riduzione del patrimonio netto di 144 milioni. La proposta del suo gruppo di avviare l’uscita del Comune da Plures è stata respinta sia dal centrosinistra sia dal centrodestra.