Il capannone di via Lombarda a Poggio a Caiano torna al centro dell’attenzione a tre anni dall’incendio che lo aveva devastato. I nuovi controlli effettuati all’esterno dell’edificio hanno dato esito negativo per la presenza di fibre di amianto aerodisperse, fornendo una rassicurazione sul piano della salute pubblica.
Il campionamento è stato eseguito il 22 settembre da una ditta specializzata incaricata dal Comune. La relazione precisa che in nessuno dei campioni analizzati è stata rilevata la presenza di fibre nell’aria esterna. Il risultato riguarda quindi le condizioni dell’ambiente circostante il capannone e si inserisce nel percorso di monitoraggio seguito dopo il rogo.
L’incendio nella zona artigianale
Le fiamme erano divampate nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2023, nella zona artigianale di via Lombarda, coinvolgendo due attività. I vigili del fuoco erano intervenuti con tre squadre e quattro autobotti, riuscendo a circoscrivere l’incendio e a impedire che si estendesse alle aziende vicine. Le operazioni di spegnimento e di bonifica erano proseguite per ore.
La presenza di materiali contenenti amianto aveva portato al sigillo dell’immobile, con l’obiettivo di evitare rischi per la salute delle persone. Una sentenza del Tar Toscana del febbraio 2026 ricostruisce le misure adottate dopo l’incendio: la chiusura e la tamponatura delle aperture, insieme all’installazione di pannellature, erano state considerate idonee a impedire nell’immediato la dispersione delle fibre.
Il contenzioso sulla bonifica
La nuova fase della vicenda riguarda l’ordinanza comunale del 18 marzo 2026. Con quel provvedimento il Comune aveva ordinato alla società proprietaria dell’immobile di procedere alla bonifica dei materiali contenenti amianto presenti nell’opificio. L’ordinanza è stata impugnata e, a luglio, il Tar ne ha disposto la sospensione.
Secondo il tribunale, il provvedimento non avrebbe evidenziato una immediata necessità di intervento. Tra gli elementi valutati c’è anche il termine di 90 giorni concesso per adempiere, ritenuto incompatibile con una situazione di urgenza qualificata. La precedente messa in sicurezza dell’edificio è stata richiamata come elemento utile a contenere il rischio sanitario nell’immediato.
Il sindaco Riccardo Palandri ha sintetizzato così la posizione del Tar: non ci sarebbe l’urgenza della bonifica perché i materiali sono stati messi in sicurezza. La sospensione dell’ordinanza, tuttavia, non chiude la questione. Il tribunale ha fissato una nuova udienza per febbraio 2027, lasciando aperto il contenzioso sulla bonifica definitiva dell’immobile.