Sono 2.470 gli iscritti nelle scuole paritarie cattoliche coordinate dalla Diocesi di Prato per l’anno scolastico 2026-2027. Tra loro, 618 sono stranieri, pari al 25% del totale, e la maggior parte proviene dalla comunità cinese. La composizione della popolazione scolastica resta quindi sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno.
Una rete dall’infanzia alle superiori
Gli alunni sono distribuiti in 132 classi, dal nido alla scuola secondaria di secondo grado. La rete comprende 9 nidi, 16 scuole dell’infanzia, 9 scuole primarie, una secondaria di primo grado e una secondaria di secondo grado. Nel complesso, le scuole paritarie cattoliche coordinate dalla diocesi sono 18, anche se tre si trovano nelle diocesi confinanti.
La maggior parte degli iscritti frequenta i percorsi dell’infanzia e della primaria, spiega don Serafino Romeo, responsabile del Coordinamento delle scuole cattoliche dell’Ufficio scolastico diocesano. Tra i dati rilevati nelle statistiche annuali figura la presenza di oltre 600 alunni non italofoni, soprattutto appartenenti alla comunità cinese. Secondo Romeo, si tratta di una componente coerente con la realtà demografica di Prato e ormai strutturale anche nelle paritarie cattoliche.
Più insegnanti per sostegno e inclusione
Per rispondere alle esigenze degli studenti è aumentato anche il numero degli insegnanti: dai 268 dello scorso anno si è passati agli attuali 300 docenti. La crescita è collegata alla necessità di garantire competenze più specifiche, in particolare nel sostegno. Le scuole accolgono infatti circa 60 alunni con certificazione ai sensi della legge 104.
Nel tempo è cambiata anche la composizione del personale, con un aumento delle insegnanti laiche e una diminuzione delle religiose. Una parte dei costi per il sostegno non coperti dallo Stato viene affrontata attraverso un sistema di mutuo aiuto tra famiglie e istituti. Al momento dell’iscrizione, i nuclei familiari possono versare un contributo libero; le somme vengono raccolte dal coordinamento e redistribuite alle scuole in base alle necessità.
Le realtà coordinate dalla diocesi sono presenti sul territorio da molti anni. Diverse sono nate nelle parrocchie e nelle congregazioni religiose quando nei quartieri non erano ancora disponibili strutture comunali o statali, e alcune hanno celebrato anniversari compresi tra il sessantesimo e il centenario. Romeo definisce queste istituzioni parte del sistema pubblico d’istruzione, come scuole pubbliche non statali, chiamate oggi a confrontarsi con una popolazione più articolata e con esigenze crescenti di inclusione.