La crisi delle attività di prossimità coinvolge anche i pubblici esercizi. In provincia di Prato, tra il 2019 e il 2025, i bar censiti sono passati da 519 a 391: 128 attività in meno, pari a una contrazione del 24,7%. Il dato emerge da un’analisi di Confesercenti sull’andamento delle aperture e delle chiusure nel settore, che a livello nazionale ha registrato oltre 24.000 cessazioni nello stesso periodo.
La diminuzione ha prodotto, secondo la stima dell’associazione, una perdita di oltre 38 milioni di euro di ricchezza per il territorio pratese. Nel solo Comune di Prato il numero degli esercizi è sceso da 433 a 391, con 42 attività in meno e una riduzione del 9,7%. In questo caso, la perdita stimata ammonta a circa 13 milioni di euro.
Un settore in trasformazione
Per Mario Anastasi, presidente provinciale di Fiepet Confesercenti Prato e titolare del Caffè Coppini, la chiusura di un bar non rappresenta soltanto la fine di un’attività economica. Secondo l’associazione, questi esercizi svolgono anche una funzione di relazione e presidio dei quartieri, contribuendo alla presenza di servizi, occupazione, consumi e gettito fiscale. La progressiva riduzione delle attività, sostiene Anastasi, incide quindi sulla qualità urbana e sulle modalità di vita delle comunità.
Il dato pratese risulta comunque meno negativo rispetto ai valori indicati per il resto del territorio: la riduzione provinciale del 24,7% viene confrontata con una media regionale del 64,3% e con una nazionale intorno al 70%. La differenza viene collegata anche alla crescente presenza di imprenditori di origine cinese nel comparto dei pubblici esercizi, che avrebbe contribuito a mantenere più alto il numero complessivo delle attività, compensando in parte le chiusure delle imprese tradizionalmente attive nel settore.
La proposta di Confesercenti
Per Confesercenti, la trasformazione del tessuto imprenditoriale deve essere accompagnata da misure strutturali a sostegno di innovazione, qualità e competitività. L’associazione chiede interventi fiscali, incentivi, politiche per l’accessibilità e la sicurezza, oltre a programmi di rigenerazione urbana destinati a sostenere le attività esistenti e favorire l’apertura di nuove imprese.
In questa prospettiva si inserisce la proposta di legge di iniziativa popolare Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, promossa da Confesercenti. Il progetto riguarda negozi, bar, ristoranti e altri pubblici esercizi e prevede, tra gli strumenti indicati, le Zone Economiche Speciali di Prossimità, incentivi fiscali e un piano nazionale per il commercio di vicinato.
La raccolta firme è rivolta a cittadini, imprenditori e associazioni. Un punto per sottoscrivere la proposta sarà allestito lunedì 28 settembre, dalle 9.30 alle 11.30, in piazza del Mercato Nuovo, a Prato, in occasione del mercato settimanale. È inoltre possibile firmare presso la sede di Confesercenti o attraverso la raccolta online.