Studenti in piazza

Tentata occupazione al Datini, la protesta rientra a Prato

Un gruppo ha bloccato l’accesso all’alba; dopo il confronto con la preside, lezioni riprese e richieste sui servizi interni.

Tentata occupazione al Datini, la protesta rientra a Prato

La mobilitazione studentesca che sta interessando diversi istituti italiani è arrivata anche a Prato. Nella mattinata del 21 ottobre 2026, alcuni ragazzi dell’istituto professionale Datini hanno collocato un lucchetto al cancello della scuola, cercando di impedire l’ingresso. Dopo il confronto con la dirigente scolastica Francesca Zannoni, la maggior parte degli studenti ha rimosso il blocco ed è entrata in classe per riprendere le lezioni.

Un gruppo composto soprattutto da alunni delle prime classi è invece rimasto all’esterno, proseguendo la protesta. La situazione si è mantenuta sotto controllo, anche se non sono mancati cori contro il vicepreside e alcuni momenti di tensione. Poco dopo le 10, anche gli studenti rimasti fuori si sono dispersi. Sul posto è intervenuta anche la Digos.

Le ragioni della mobilitazione

Le richieste degli studenti riguardano temi di carattere nazionale, tra cui il tetto agli alunni stranieri, la riforma degli istituti tecnici e professionali, il caro vita e la scelta di destinare risorse al riarmo invece che all’istruzione pubblica. Al centro della protesta anche le condizioni degli edifici scolastici e il sottofinanziamento del sistema scolastico.

Gli alunni delle prime e seconde classi hanno affiancato a queste questioni generali alcune richieste legate alla vita quotidiana al Datini. Tra i punti indicati figurano la riapertura del bar, la sistemazione dei bagni, una maggiore comprensione da parte dei docenti, più sicurezza e risorse per i laboratori.

Il confronto con la dirigente

La dirigente Francesca Zannoni ha spiegato di essere stata avvisata da una collaboratrice scolastica della presenza del lucchetto e di essere arrivata per parlare con gli studenti. Il confronto, ha riferito, si è svolto in un clima sereno. I ragazzi hanno poi rimosso autonomamente il blocco, mentre la dirigente si era detta pronta a chiamare un fabbro. È stata inoltre concordata un’assemblea per discutere le motivazioni della protesta.

Per gli studenti che non sono entrati in aula l’assenza resta ingiustificata. La dirigente ha invece concesso la giustificazione agli alunni più grandi che, dopo il dialogo, hanno ripreso le lezioni. Alcuni partecipanti sarebbero arrivati anche da altri istituti cittadini.

Sui problemi interni alla scuola, Zannoni ha chiarito che il bar non potrà più essere affidato a una gestione esterna per motivi di sicurezza. Dal 9 novembre gli studenti potranno utilizzare quello destinato agli insegnanti. Sono inoltre previsti lavori nei bagni, da avviare dopo la conclusione degli altri cantieri, mentre le attività nei laboratori per le prime classi partiranno inizialmente a ritmo ridotto, in attesa degli adempimenti burocratici necessari.