Prato si conferma nella prima metà della graduatoria nazionale sulle performance ambientali dei capoluoghi, ma arretra di sette posizioni rispetto all’anno precedente. Nell’edizione 2026 dell’analisi sugli ecosistemi urbani, la città occupa il 48° posto su 106, mentre nel 2025 era al 41°.
La classifica è stata pubblicata il 26 ottobre dal Sole 24 Ore ed è realizzata sulla base del rapporto di Legambiente e Ambiente Italia. La valutazione considera 20 parametri, organizzati in cinque macroaree: aria, acqua, rifiuti, mobilità e ambiente. L’obiettivo è mettere a confronto le condizioni e le prestazioni ambientali dei capoluoghi italiani.
Il confronto con le altre città toscane
Nel quadro regionale, davanti a Prato si collocano Firenze, al 17° posto, Livorno al 18°, Pisa al 34° e Arezzo al 38°. Le altre province toscane, invece, risultano più indietro nella graduatoria nazionale. Il dato pratese resta quindi nella parte alta della classifica, pur evidenziando un peggioramento rispetto alla rilevazione precedente.
Osservando i singoli indicatori, le maggiori criticità riguardano la disponibilità di isole pedonali, per la quale Prato è al 92° posto su 106, e la produzione di rifiuti, con il 74° posto. La stessa posizione viene registrata per l’efficienza della depurazione. Sono questi alcuni degli aspetti che incidono negativamente sul risultato complessivo del capoluogo.
I parametri con i risultati migliori
Il dato più positivo riguarda il trend del consumo di suolo: Prato raggiunge il quinto posto assoluto, la migliore performance ottenuta tra tutti gli indicatori analizzati. La città rientra inoltre tra le prime venti per il tasso di motorizzazione, con il 13° posto, per i consumi idrici, al 16°, e per il solare pubblico, al 19°.
Per quanto riguarda gli inquinanti atmosferici, il capoluogo si colloca intorno alla metà della graduatoria nei diversi valori presi in esame. Il risultato finale sintetizza quindi una situazione articolata: accanto a posizioni di rilievo su consumo di suolo, mobilità e solare pubblico, restano margini di miglioramento soprattutto sul fronte della pedonalità, dei rifiuti e della depurazione.