Dieci detenuti, tra cui una persona in regime di semilibertà, e più di venti volontari hanno lavorato insieme nell’area degli orti urbani e negli spazi situati intorno alla casa circondariale di Prato. L’attività, svolta sabato 24 ottobre, ha permesso di rimuovere rifiuti abbandonati e materiali di plastica, unendo la cura del territorio a un’esperienza di partecipazione alla vita della comunità.
Con guanti e sacchi, i partecipanti hanno raccolto complessivamente circa 200 chili di rifiuti. A prendere parte alla mattinata sono stati i detenuti e i volontari di Plastic Free, Seconda Chance e dell’associazione Riciclidea. Il lavoro si è concentrato sull’area degli orti urbani e sulle zone circostanti l’istituto penitenziario, con l’obiettivo di restituire decoro agli spazi comuni.
Un’attività oltre le mura
L’iniziativa ha rappresentato anche un momento di collaborazione tra persone detenute e cittadini impegnati nel volontariato. La raccolta dei materiali ha consentito ai partecipanti di condividere un’attività concreta e utile, mettendo in relazione la responsabilità ambientale con la possibilità di contribuire al bene comune. Per la persona in semilibertà, l’appuntamento si è svolto nell’ambito del percorso previsto dal proprio regime.
Al termine della raccolta, la mattinata si è conclusa con una merenda condivisa. Il momento informale ha accompagnato la chiusura delle attività e favorito la prosecuzione dei rapporti creati durante il lavoro, dopo le ore trascorse a ripulire l’area vicina al carcere.
La mobilitazione nazionale
L’appuntamento pratese rientra nella mobilitazione promossa a livello nazionale da Plastic Free e Seconda Chance, che nella stessa giornata ha coinvolto 21 località in dieci regioni italiane. Si è trattato della prima iniziativa nazionale organizzata dopo la firma del protocollo d’intesa con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.
Il progetto punta a collegare educazione ambientale, cittadinanza attiva e percorsi di reinserimento sociale. Nel complesso, in Italia hanno partecipato circa 150 persone tra detenuti e affidati, insieme a 250 volontari. Il bilancio nazionale è stato di oltre sette tonnellate di rifiuti e materiali rimossi; a Prato, il risultato è stato di 200 chili raccolti negli spazi intorno all’istituto penitenziario.