Quadro pratese

Scuole superiori, mobilitazioni diverse tra occupazioni e autogestione

Al Rodari concluso il presidio dopo una notte di tensioni; Copernico prosegue il confronto con gli enti locali.

Scuole superiori, mobilitazioni diverse tra occupazioni e autogestione

Si è conclusa nella mattinata del 28 ottobre 2026 l’occupazione del liceo Rodari di Prato, iniziata oltre 24 ore prima con l’ingresso di un gruppo di studenti nell’istituto. Nello stesso territorio il Gramsci Keynes ha avviato un’assemblea permanente speciale, mentre il Buzzi ha scelto l’autogestione nelle ore mattutine e il regolare svolgimento delle lezioni nel pomeriggio. Prosegue invece l’occupazione del liceo Copernico, accompagnata da un programma di incontri e dal confronto con le istituzioni locali e regionali.

Al Rodari gli studenti sono rimasti all’interno della scuola per tutta la notte e fino alle 10. La mattinata era iniziata in un clima di tensione con il dirigente scolastico Mario Di Carlo, che aveva invitato le famiglie a convincere i propri figli a interrompere l’iniziativa. Nella comunicazione era stato ricordato che l’occupazione poteva configurarsi come interruzione di pubblico servizio e che la dirigenza stava valutando il coinvolgimento delle forze dell’ordine e l’identificazione dei partecipanti.

La situazione si è sbloccata quando una parte degli studenti ha deciso di consentire l’ingresso del dirigente e di una delegazione di insegnanti. Al termine del confronto è stata scelta la formula della cogestione, nonostante una parte degli occupanti avrebbe preferito proseguire con il presidio. Fino a venerdì gli studenti potranno seguire le lezioni oppure partecipare ai forum organizzati all’interno dell’istituto. Di Carlo ha parlato di una partecipazione limitata, riferendo che gli occupanti erano circa 50 su oltre 1.200 studenti.

Assemblee e autogestione

Al Gramsci Keynes, dopo lo sciopero di martedì, gli studenti hanno deciso di riunirsi in assemblea permanente per quattro giorni, fino a venerdì, quando è prevista la partecipazione alla manifestazione indetta da Sudd Cobas. La scuola è rimasta aperta e l’iniziativa prevede un’ora quotidiana di assemblea. Gli organizzatori hanno spiegato di voler illustrare le ragioni della mobilitazione e consentire a ciascuno di scegliere in modo consapevole se aderire.

Gli studenti hanno inoltre preso le distanze dall’occupazione, ritenendo che possa essere interpretata come una semplice sospensione delle lezioni. Gli incontri, hanno spiegato, saranno apolitici e potranno coinvolgere associazioni. Il dirigente Stefano Polini ha seguito il confronto con i rappresentanti d’istituto e l’organizzazione delle attività. Le riunioni si svolgono nella palestra a scaglioni, con uno staff riconoscibile dai badge incaricato di fornire informazioni e controllare gli ingressi.

Al Buzzi, dopo lo sciopero di lunedì, l’assemblea generale d’istituto ha esaminato le richieste degli studenti. Dopo una discussione sull’ipotesi di occupazione e sulle responsabilità previste per i maggiorenni, i rappresentanti hanno scelto l’autogestione al mattino e le lezioni pomeridiane, comprese quelle nei laboratori. La formula resterà in vigore fino a lunedì prossimo. Per l’istituto si tratta della prima esperienza di questo tipo. Il dirigente Alessandro Marinelli ha invitato gli studenti a mantenere un comportamento responsabile e ha offerto la collaborazione della scuola.

Il confronto al Copernico

Al liceo Copernico l’occupazione è proseguita con un calendario di incontri. Gli studenti hanno presentato le proprie proposte al presidente della Provincia Simone Calamai, chiedendo che la voce degli istituti venga portata ai tavoli del Governo. All’assemblea hanno partecipato anche il sindaco Matteo Biffoni, la vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop e l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti.

Il confronto ha riguardato le condizioni degli istituti, le politiche per i giovani e il ruolo degli enti locali. Calamai ha sottolineato che una mobilitazione condotta in modo serio e rispettoso deve essere ascoltata e ricevere risposte, indicando nel Governo il principale interlocutore sulle questioni sollevate dagli studenti. In tutte le altre scuole superiori cittadine, invece, le lezioni si sono svolte regolarmente.